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Sousa-Della Valle, è gelo Diego: non siamo contenti
Il ko con la Lazio ha aumentato le distanze tra il tecnico e i proprietari I tifosi: sbagliata la contestazione, ma adesso servono interventi sul mercato
FIRENZE. Dal clan viola intimano: «Guai fare drammi. Abbiamo perso una partita ma non la battaglia finale». In effetti la classifica, che premia il Napoli campione d’inverno dopo il ko interno dell’Inter col Sassuolo, resta importante per la Fiorentina anche se il ko con la Lazio ha alzato il velo sulle tensioni che stanno riguardando i rapporti fra Paulo Sousa e i Della Valle. Emblematico il commento dell’ex patron Diego uscendo dallo stadio: «Non siamo contenti». Così come sono emblematici i continui riferimenti del tecnico al mercato, sia in entrata che in uscita avendo sempre detto di essere preoccupato più per le cessioni che per gli arrivi. Insomma, mentre per Lisandro Lopez la situazione si sta complicando e il ds Pradè ha zittito le voci su Missiroli e El Shaarawy, cresce la distanza fra Sousa e i Della Valle. Anche perché è noto che i proprietari viola ritengono il fair play finanziario una regola da rispettare sempre e comunque.
«Tutti vorremmo di più ma non c'è niente da rimproverare a questa squadra e a questa dirigenza» afferma Sandro Mencucci, ex ad viola e attuale presidente della Fiorentina Women's. Ma come non tenere conto della voglia di sognare dei tifosi viola alla luce anche di un campionato che sta riservando molte sorprese e più equilibrio rispetto alle passate stagioni? Firenze chiede e vuole il salto di qualità. Insomma, se non ora quando? Nel frattempo il tifo organizzato prende le distanze dal dissenso manifestato verso Andrea Della Valle da un gruppetto di sostenitori sabato a fine partita, all’esterno dello stadio, sollecitandolo a spendere sul mercato di gennaio. «Le contestazioni vere sono di ben altro tenore. Stavolta si è trattato del dissenso di poche persone e quindi non bisogna amareggiarsi così - commenta Federico De Sinopoli, presidente dell'Atf (Associazione tifosi fiorentini) - Piuttosto la dirigenza pensi a lavorare per rinforzare la rosa e magari cercare di conoscere meglio una città sanguigna come lo è Firenze». Interviene anche il presidente del Centro di coordinamento viola club Filippo Pucci: «Premesso che una decina di persone non rappresentano il pensiero dei 30 mila che erano allo stadio a sostenere fino alla fine la squadra ed esprimendo la nostra solidarietà a Andrea Della Valle, è innegabile che tutti i tifosi viola si aspettino qualche acquisto, serve a questa Fiorentina e serve a tranquillizzare Sousa. Certo sabato sera eravamo tutti nervosi per il risultato e anche per certe situazioni accadute in tribuna, a iniziare dalle esultanze ai gol laziali di alcuni rappresentanti della Commissione federale dell'Antidoping, presidente compreso». La gara persa con la Lazio ha comunque decretato un vittorioso tra i viola: Giuseppe Rossi. Pur essendo entrato a 15’dalla fine è stato il più pericoloso della sua squadra dimostrando quindi di essere in buone condizioni. Così sono in molti, anche fra i tifosi, a chiedersi perché Sousa e la società dovrebbero farlo partire. Al momento per lui ci sono stati solo sondaggi e alcuni, come da parte di club russi, turchi e greci, non sono stati presi in considerazione dall’entourage dell’attaccante che non esclude anche una cessione a titolo definitivo pur ribadendo che Pepito non punta a andar via a tutti i costi: se verrà tolto dal mercato si impegnerà ancor più aspettandosi però maggiore continuità e considerazione. Altrimenti come arriverà un’offerta importante chiederà alla Fiorentina il via libera.
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