Italia
Scinto punta su Pozzato
Ritorno tra i prof con il Team Southeast. «Ho risalito l’abisso, ora ricomincio»
di STEFANO FIORI
Luca Scinto tornerà sull'ammiraglia del Team Southeast, squadra di ciclismo di categoria Professional dall'anima e dallo staff toscani, a partire dal 2016.
Una decisione attesa e auspicata dal team manager Angelo Citracca, un amico più che un "capo" per l'ex-professionista di Galleno, a sua volta impegnato durante questi giorni nel completare l'organigramma del team - l'ultimo colpo è stato il tesseramento di Pippo Pozzato - e in trattative serrate per garantirsi qualche altro sponsor importante dopo la conferma dell'ormai storica collaborazione con il marchio Neri Sottoli di patron Giuliano Baronti e figli.
Questa è l'intervista con il popolare "Pitone" Luca Scinto, in visita all'Hotel Belvedere di Montecatini Terme per il primo raduno stagionale del Team Southeast.
Contento della fine di questo anno sabbatico?
«Sì, anche se non mi sono certo annoiato, poiché ho seguito con passione il Team Ballerini peraltro gestito ottimamente da due tecnici di valore come David Lenzi e Andrea Bardelli, dei ragazzi che mettono anima e corpo i tutto quello che fanno. Nel 2016 continuerò a seguire questa squadra Juniores che probabilmente sarà tra le più forti in Italia con Sali, per il quale prevedo un'ottima carriera se continuerà a seguire i miei consigli, Innocenti e altri».
Le è piaciuta la categoria Juniores?
«E' tra le più belle e formative, ma c'è troppa esasperazione e si corre il rischio di bruciare dei giovani talenti».
La squadra porta il nome di Franco Ballerini, del quale è stata ricordata nei giorni scorsi la data di nascita, l'11 dicembre. Come ricordi il Ballero?
«Sono tra i pochi che può vantare una fraterna amicizia con sua moglie Sabrina, con i figli e Franco per me era come un fratello, devo tanto a lui per la mia carriera ciclistica: il mondiale di Zolder resta uno dei ricordi più belli della mia vita sportiva. Franco manca tanto a tutti coloro che gli hanno voluto bene, è stato un grande uomo oltre che un ciclista e un tecnico eccezionale. Quest'anno siamo andati a correre una gara in Francia, proprio a Roubaix, e la nostra ammiraglia è stata assediata dagli sportivi francesi, ansiosi di dimostrare il loro affetto e di ricordare Franco con il loro calore umano. Mi sono commosso».
Cos'altro ha fatto durante gli ultimi 12 mesi?
«Ho riflettuto parecchio, sui miei errori ma anche su quegli atleti che hanno tradito la mia fiducia. Ho capito che bisogna stare molto attenti a fidarsi. La cosa positiva è che sono stato più tempo vicino alla mia famiglia e alle mie figlie».
Come valuta il rientro alla Southeast?
«Ho tanta voglia di fare, sono molto determinato. Ho risalito l'abisso e mi sento più maturo. Ringrazio Angelo Citracca per la fiducia che mi ha rinnovato e non vedo l'ora di ricominciare a lavorare con questo gruppo di ragazzi che trovo molto interessante».
Ci parli della squadra che dovrà gestire.
«Mareczko è un ottimo corridore, per me è già più forte di Guardini allo sprint. Mi aspetto buone cose anche da Mirko Trosino, un atleta completo che meritava questa chance. Anche il pistoiese Andrea Fedi è atteso ad un salto di qualità, poiché ha doti interessanti; sono poi stati ingaggiati due spagnoli molto quotati».
Due parole sull'arrivo di Pippo Pozzato?
«Sia io che Angelo Citracca siamo persuasi che Pippo possa essere protagonista di una stagione ottima a livello personale e puntiamo molto su di lui, anche perché può svolgere un ruolo di coordinatore per il nostro interessante gruppo di giovani, con riferimento alla sua notevole esperienza».
Capitolo Giro d'Italia e mondiale in Qatar?
«Per il Giro siamo in attesa di una decisione, speriamo a noi favorevole. Per il Qatar abbiamo atleti in grado di puntare alla maglia azzurra, ma serviranno dei risultati».
La sua opinione sul ct Cassani, che dopo Richmond ha ricevuto critiche talora ingiuste?
«Davide fa quello che può, sulla sua bravura e preparazione non si discute, ma attualmente il ciclismo italiano non ha atleti in grado di rivaleggiare con i grandi campioni stranieri nelle gare in linea, quindi non ci si deve meravigliare se i risultati non arrivano nemmeno al mondiale».
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