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E Kimi ci crede: il 2016 sarà il mio anno...
Raikkonen: mi aiuteranno le modifiche alla monoposto. Da me stesso mi aspetto il massimo
MARANELLO. Ineffabile Raikkonen. Poche cose scuotono il pilota finlandese, soprattutto i giudizi degli altri. Ma è uomo di larga esperienza e affronta il futuro petto in fuori. Dal suo rientro alla Ferrari, due stagioni fa, Kimi ha faticato molto per ottenere risultati di rilievo ed è stato sempre sopravanzato dai suoi compagni di squadra, Alonso e Vettel. Quando gli è stato chiesto che cosa fosse cambiato da quando aveva vinto dei GP con la Lotus due anni prima (nel 2013), Raikkonen ha detto che dipendeva principalmente dalla percezione delle altre persone, piuttosto che dalla sua capacità di guida. «Non è che all'improvviso sono diventato un pilota peggiore - ha detto Kimi all’emittente americana Espn - ma si sa come la gente valuta le cose qui in F.1: la prima volta che farò bene di nuovo verrò lodato, poi alla successiva brutta gara sarà la stessa storia. Questa è la F1».
Raikkonen ammette di non aver brillato quest'anno, ma non parla di mancanza di ritmo. «Le cose sono migliorate, ma non è stato un anno molto buono: è stato meglio del precedente, ma non è divertente quando stai avendo momenti difficili. Mi aspetto ancora di essere forte in futuro, è quello per cui stiamo lavorando, e sono sicuro che le modifiche fatte alla macchina aiuteranno. È sufficiente? Vedremo nel 2016. Per molte cose sono molto più felice dell'anno scorso, ma i risultati non sono stati ancora quelli che mi aspetto da me stesso».
Raikkonen ha detto che una serie di piccoli problemi con la vettura e di errori hanno guastato la sua stagione, non facendogli ottenere i risultati che sua velocità pura avrebbe meritato: «Ovviamente ho commesso degli errori , abbiamo avuto alcuni problemi e ci siamo ritirati cinque volte. Se si mettono insieme tante piccole cose o hai un problema in qualifica puoi perdere un sacco di tempo e viene disturbato il flusso del lavoro del weekend, e in questo modo il risultato finale non è poi così buono. Noi abbiamo molta più velocità di quanto i risultati mostrino, ma ovviamente sono i risultati che danno punti».
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