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Il romano e il bambino salvano Rudi
Florenzi e il primo acuto di Sadiq: la Roma è viva, e tutti abbracciano Garcia
ROMA. La fortuna della Roma è stata quella di aver trovato sulla sua strada una squadra che sta messa peggio di lei. I giallorossi rialzano la testa contro un Genoa reduce da tre sconfitte di fila in campionato e dall'eliminazione-sorpresa in Tim Cup. In più i liguri erano privi di alcuni uomini-squadra: Perotti, Burdisso, Pavoletti, Tino Costa. Per la traballante truppa giallorossa c'era insomma solo da passare alla cassa e cercare di eliminare se non tutti, almeno un pò di spifferi che circolano a Trigoria e che hanno messo a serio rischio la panchina di Rudi Garcia. E così è stato anche se i tre punti sono buoni solo in chiave classifica e non nascondono certo le magagne di una squadra ormai spenta, avvilita, distratta, impaurita e sconclusionata. L'unica nota lieta che accompagna da un pò di tempo i noiosi pomeriggi giallorossi è il gol del 18enne Sadiq, gioiellino della Primavera messo in campo da Garcia sul finire, e che ha posto fine agli affanni romanisti rimasti in 10' per la sciocca espulsione rimediata da Dzeko. La maledizione (7 partite senza vittoria e senza gol da tre) svanisce al 43' su un tap-in di Florenzi, giocatore-emblema di una squadra vogliosa ma disordinata, che riesce a bucare Perin fino ad allora ospite non pagante nel solito Olimpico semi-deserto (20mila gli spettatori sugli spalti, a essere ottimisti). L’abbraccio della sua squadra ha colpito Rudi Garcia. «È un gesto che ci emoziona, la cosa importante è che i ragazzi hanno fatto di tutto per vincere, dimostrando personalità - spiega - siamo stati un pò lenti, senza ritmo e fiducia nel primo tempo, meglio nel secondo».
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