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Tranquilli, ci pensa sempre lui
Vantaggiato segna e poi salva anche sulla linea: gran pareggio in rimonta sul Cagliari
LIVORNO. Il vincente guarda a ciò che ha realizzato, il perdente si lamenta di cosa non è riuscito a fare. Stavolta alziamo lo sguardo fieri e sentiamoci vincenti, perché il Livorno più di così non poteva fare. Crisi di risultati, un fiume di assenze, arriva la capolista Cagliari e dopo 3' siamo già sotto per un pasticcio difensivo: cosa poteva succedere di peggio? Lì ci sono due possibilità: 1) pensi che il tuo destino è segnato, ti abbatti, crolli e perdi 3-0 se va bene. 2) ti guardi dentro, trovi la forza e la carica per rialzarti, per combattere, per provarci. In campo i giocatori hanno scelto la busta numero 2 e non si può che far loro un applauso per questo.
IL SOSTEGNO DEI TIFOSI. Ma ci piace anche ricordare cosa è successo sulle tribune dopo lo 0-1. In quel momento tutto lasciava prevedere l'inizio di una contestazione, anche alla squadra. Invece i 6000 del Picchi hanno capito che qui, se affonda la squadra, si affonda tutti. E hanno continuato ad incitare il Livorno, magari "solo per la maglia" come sostengono molti. Ma hanno incitato.
E questo sostegno, per molti versi non scontato, ha dato forza a giocatori che probabilmente in questo momento più di così non possono fare.
SEMPRE VANTAGGIATO. Il pari è giusto. Perché dopo lo sciagurato vantaggio del Cagliari su errore di Ceccherini e Ricci, la squadra ha preso in mano la partita e ha iniziato ad assaltare il fortino rossoblù, nonostante l'arbitro facesse di tutto per rendere innocue le pistole amaranto.
L'ingresso di Biagianti al posto di Cazzola (infortunato) ha dato più brio al centrocampo, là davanti Comi e Vantaggiato si sono battuti come leoni, mentre gli inserimenti di Gasbarro (a sinistra) e Moscati (schierato da interno) creavano spesso superiorità. C'è voluto un gol su punizione però per raggiungere il pareggio, una stilettata di Vantaggiato a inizio ripresa che ha rimesso le cose a posto.
TRA SALERNITANA E CAGLIARI. Ecco come deve giocare il Livorno, con questo agonismo, con questo ardore. Vogliamo andare ancora oltre: se il Livorno avesse messo la stessa carica anche contro la Salernitana, non sarebbe finita 0-0. In un modo o nell'altro, il pallone lo avremmo spinto in rete. Ripartiamo da qui insomma, senza fare troppi calcoli.
RISCHI FINALI. Solo negli ultimi 20 minuti il Livorno ha rischiato grosso. La scelta di togliere Comi (come contro la Salernitana) non si è rivelata vincente, gli amaranto hanno perso metri su metri, non riuscendo in pratica più a ripartire. Almeno 4 le nitide palle-gol del Cagliari tra il 24' e il 46', con tre super-parate di Ricci, un gol annullato a Melchiorri per giusto fuorigioco e un palo benedetto che ci ha salvato sul diagonale sempre di Melchiorri.
I DANNI DELL'ARBITRO. Comunque, al di là di meriti e problemi del Livorno, non esiste che il designatore di B Farina mandi sempre questi arbitri incapaci a Livorno. La prestazione di Chiffi è stata da 4 in pagella, a essere buoni. Ha concesso tutto al Cagliari, dalle perdite di tempo ai falli di ostruzione e ha negato al Livorno un rigore clamoroso su Vantaggiato al 39' del primo tempo. Non diteci che poi 20 secondi dopo ce n'era anche uno su Melchiorri, perché quell'azione non doveva neppure esserci se (come da regolamento e logica) fosse stato fischiato il rigore al Livorno. Tra l'altro già qualche minuto prima c'era stata una trattenuta in area abbastanza evidente su Comi, ma anche lì Chiffi aveva sorvolato tra le proteste degli amaranto e della panchina. Ma girerà il vento?
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