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Gol e spettacolo: rieccola
La Fiorentina schianta l’Udinese. Sousa: Rossi? E’ ancora troppo indietro
FIRENZE. Di nuovo vittoriosa e soprattutto ad un punto soltanto dalla capolista Inter dopo aver scavalcato il Napoli che solo una settimana fa brindava al primato riconquistato dopo tanti anni. La Fiorentina si appresta ad affrontare una delle settimane più importanti della sua stagione con animo lieve e una classifica che sorride: giovedì ci sarà la partita decisiva con il Belenenses che vale la qualificazione al turno successivo di Europa League (basterà un pari), domenica la sfida da sempre più sentita dai tifosi viola, a Torino contro la Juventus.
I viola ci arriveranno con 5 punti in più rispetto ai bianconeri, il rischio-aggancio quindi è al momento evitato anche in caso di eventuale ko. Ma è certo che Firenze e ovviamente Sousa, il grande ex, puntano ad un esito diverso, a fermare Dybala e compagni e continuare a sognare. Intanto conta per la Fiorentina aver ritrovare il successo (3-0), il 10° in questo campionato, dopo due pareggi di fila con Empoli e Sassuolo che le avevano tolto il primato. Sarà un caso (ma non lo è) però con Kalinic tornato titolare dopo le ultime due panchine la squadra è tornata a vincere. Il centravanti croato si sta sempre più confermando determinante (parole del ds viola Pradè) e anche contro l’Udinese, pur fallendo almeno un paio di ghiotte occasioni, ha messo lo zampino in almeno due dei tre gol complessivi. Il primo, quello che ha sbloccato il match poco prima dell’intervallo, è stato assegnato dalla Lega di A a Badelj, l’autore del tiro che Kalinic ha deviato in rete spiazzando il portiere avversario: la stessa Lega ha definito casuale il tocco del numero 9 viola tuttavia ha 24 ore di tempo per rivedere eventualmente il verdetto. Nessun dubbio invece sul rigore conquistato a inizio ripresa dallo stesso Kalinic (fallo di Badu) che Ilinic ha battuto e realizzato per il momentaneo raddoppio., Cinque su cinque dal dischetto per lo sloveno da inizio campionato, un altro giocatore che sta contribuendo a rendere l’attacco della Fiorentina il più prolifico ad ora di tutta la Serie A: 30 reti in 15 partite. Nessuna squadra ha fatto meglio. E a ciò va aggiunta quella siglata nel finale dal capitano Gonzalo Rodriguez, di testa, su corner del neo entrato Pasqual. Insomma, nella squadra di Sousa segnano un po’ tutti e questa è una delle qualità più importanti, quella che le permette di mantenersi lassù e continuare a sognare. Certo, anche ieri contro un’Udinese spronata dai tre successi di fila (Coppa Italia compresa) e ben messa in campo, non tutto è filato liscio e qualche rischio sulle ripartenze avversarie non è mancato: come dopo l’1-0, quando Widmer ha colpito il palo, o quando Badu di testa ha fatto venire i brividi a Tatarusanu e compagni. E nel secondo tempo, sul 2-0, Di Natale appena entrato ha fallito clamorosamente per un campione come lui la palla-gol più facile, a tu per tu col portiere viola, per riaprire la partita. E’ stato allora che l’Udinese ha capito che non sarebbe riuscita a riagguantare i viola. I quali anzi hanno continuato fino all’ultimo a macinare gioco e a creare occasioni con Alonso avanzato dopo l’ingresso di Pasqual e con l’acclamatissimo Bernardeschi che ha chiuso da trequartista con l’entrata in campo di Gilberto. Finale con i tifosi viola a cantare ‘Juve stiamo arrivando’, unico motivo di apprensione la botta al quadricipite rimediata a tempo ormai scaduto da Kalinic che uscendo ha lasciato in 10 la sua squadra seppur a risultato ormai ampiamente acquisito. Sousa e Pradè hanno rassicurato dicendo che non si tratterebbe di nulla di preoccupante. Ma Belenenses e Juve sono dietro l’angolo. E Kalinic non può assolutamente mancare. «La prestazione è stata molto importante per noi. Tutto questo ti dà la fiducia di andare avanti, partita dopo partita e vittoria dopo vittoria - ha sottolineato Sousa - serviva intensità, e l'abbiamo fatto, con un ottimo calcio e una bella partita. Kalinic uscito prima del fischio finale? Botta al quadricipite, non c'è niente da preoccuparsi». E Rossi? «Mi dispiace, è un campione, che ci ha offerto tanto e può offrire ancora. Ma al momento ci sono due livelli tra la squadra e Giuseppe»
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