Meteo
EVVIVA L’ALTALENA AL COMANDO
di MASSIMO BRAGLIA Finalmente un campionato di serie A ricco di motivi di interesse e di colpi di scena, con un’altalena al comando che era sconosciuta da anni. A pagare la sindrome del primo posto...
di MASSIMO BRAGLIA
Finalmente un campionato di serie A ricco di motivi di interesse e di colpi di scena, con un’altalena al comando che era sconosciuta da anni. A pagare la sindrome del primo posto questa volta è il Napoli, scavalcato sia dall’Inter di Mancini che dalla Fiorentina di Paulo Sousa.
I nerazzurri confermano la regola dell’1 a 0: quella contro il Genoa è stata l’ottava vittoria (su 10) con il risultato striminzito ma prezioso, costruito sulla solidità e la compattezza. I nerazzurri quando sono stati belli, come nell’ultima mezz’ora di Napoli, hanno perso (anche per un po’ di malasorte, a dire il vero): nel loro Dna ad oggi c’è la capacità di capitalizzare al massimo l’occasione che capita, poi per gli altri, o ti chiami Higuain, o è durissima segnare. Lo abbiamo già detto altre volte: se si tolgono i 4 gol della Fiorentina, poi la doppietta del Pipita, nelle restanti 13 gare l’Inter ha subìto appena tre gol. Un primato nel segno del “primo non prenderle”, anche perché Icardi, la punta di diamante, è un po’ giù di corda.
Dopo due pareggi torna a fare la voce grossa la Fiorentina, con Sousa che ripresenta Kalinic dall’inizio. Alla luce del cammino e del ritmo di Empoli e Sassuolo (tempi duri per l’Aeroplanino Montella, nettamente sconfitto anche dai neroverdi a domicilio, terza sconfitta su tre panchine dopo Udinese e Milan), i due precedenti risultati di parità dei viola non sono peraltro da disprezzare (ma ad Empoli Sousa sbagliò la formazione di partenza). Fatto sta che contro l’Udinese i viola hanno stravinto, in virtù del gioco e della brillantezza. Corsa e cuore, la Fiorentina ha il miglior rapporto fra gol fatti (30, attacco più prolifico insieme alla Roma) e subiti (12, terza difesa insieme al Napoli, dietro a Inter, 9, e Juve, 11). È evidente che ora i viola devono restare concentrati per quella che è una settimana di fuoco, prima la trasferta in Portogallo che vale il passaggio del turno in Europa League, poi e soprattutto la gara allo Stadium con la Juve, risalita a meno 5 dai viola. Ma l’organico della Fiorentina è tale da affrontare entrambi gli impegni al meglio. Al momento si è staccata dal trio di testa (Inter 33, Fiorentina 32, Napoli 31) una Roma in crisi di nervi: se Garcia dovesse andare male domenica a Napoli, per i giallorossi sarebbe notte fonda.
Come detto, bene l’Empoli, cinico e intelligente a Verona (certo la Roma non ha fatto un affare nel perdere Skorupski...). E il Milan? A Carpi è stato lento, prevedibile: manca di gamba e qualità in mezzo al campo, non bastano solo Bertolacci e Balotelli per sperare di tornare nel giro che conta. Mancano almeno tre prime scelte.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google