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Livorno

Pistoiese, la contestazione dopo il ko

di Pasquale Petrella
Pistoiese, la contestazione dopo il ko

La squadra di Alvini beffata nel finale dall’Ancona: sconfitta immeritata ma la classifica inizia a preoccupare

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PISTOIA. Pistoiese, senza idee in attacco e con scarsa personalità in campo, scivola in piena zona playout e sente l’aria opprimente della crisi con i tifosi che a lungo hanno contestato squadra e presidente a fine partita.

Sì, contro l’Ancona è arrivata un’ennesima sconfitta quando in realtà la società si sarebbe aspettata di smuovere la classifica e, soprattutto, di rivedere una squadra vivace e spigliata. Ed invece è accaduto tutto l’opposto con una formazione arancione che ha saputo sbagliare anche l’impensabile davanti al portiere ospite come nel caso di Sinigaglia che al 67’ viene servito da Rovini, bravo a fare un bell’affondo sulla destra, e sbaglia clamorosamente non riuscendo neppure a trovare lo specchio della porta. Ma ancora prima c’è da segnalare il palo colpito da Rovini su calcio di punizione, sarebbero bastati pochi centimetri e la sfera si sarebbe insaccata. E ad inizio partita come non ricordare quel pregevole traversone di Falasco - fra i migliori in casacca arancione - che ha attraversato tutto lo specchio della porta fino a perdersi sul fondo con Sinigaglia arrivato in ritardo di pochi attimi per il tap in vincente?

L’Ancona ha fatto poco o nulla. Anzi, ha fatto sorgere dei dubbi circa le sue reali potenzialità e sulla posizione in classifica che la vede in zona playoff. Per quasi ottanta minuti è parsa remissiva, o forse solo sorniona. Di fatto i marchigiani non hanno mai spinto e non hanno mai preso in mano le redini della partita, limitandosi a controllare la pistoiese e ad impostare qualche timido contropiede. E poi, all’86’ dimostra tutta la propria cinicità andando a segno col neoentrato Di Marinao bravo a farsi trovare libero sul secondo palo e a deviare in rete quel tanto che è bastato ad evitare l’intervento di Falasco che non ha potuto fare altro che accompagnare il pallone in rete, quasi un autogol.

E così l’Ancona si è trovata in vantaggio ad una manciata di minuti dalla fine, quasi senza cercarlo. Ma se i marchigiani portano via tre punti regalati, c’è da dire che la Pistoiese ha fatto poco o nulla per non farglieli prendere. Un gioco fin troppo sterile e senza profondità con la palla che viaggia su binari paralleli alla porta e quasi mai in perpendicolare. Taddei non riesce a disegnare le giuste geometrie e Damonte riesce solo a fare da muro sui lanci lunghi degli avversari. Mungo ha le idee appannate e la partita non è stata certo bella sotto il profilo spettacolare. Mister Alvini ha cercato di dare una smossa con i cambi che ha proposto in contemporanea a quelli di mister Cornacchini. Ma mentre Piscitella, Speziale e Petriccione non hano saputo dare la scossa, Di Dio, Cognini e Di Mariano hanno fatto valere la loro freschezza e nel gioco fino a quel momento piatto dell’Ancona ci sono stati dei guizzi, uno dei quali è stato premiato con il gol. I marchigiani portano via tre punti, probabilmente senza averli meritati, ma il calcio è anche questo e la Pistoiese lo sa bene così come sa che se non riesce a risolvere il problema del gol sarà una stagione molto lunga e molto dura. Il gioco della squadra ha subito una evidente involuzione, segno evidente anche della pressione psicologica e quello stato di ansia che sarà difficile ora abbandonare.

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