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Livorno

Riecco Serse, c’eravamo tanto amati

di Fabrizio Pucci
Riecco Serse, c’eravamo tanto amati

Nell’ottobre 2009 fu chiamato da Spinelli: 23 punti in 23 turni. Torna da avversario

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LVIORNO. Chi si rivede, Serse Cosmi. Quella tra il tecnico umbro – che ora siede sull'incandescente panchina del Trapani di scena domani all'Ardenza – e Livorno è stata una storia d'amore tanto breve quanto intesa, finita con rimpianto e senza acrimonia.

Tutto inizia proprio sei anni fa, ottobre del 2009. Dopo otto giornate il Livorno della premiata ditta (o strana coppia, fatte un po' voi) composta da Vincenzo Russo e Gennaro Ruotolo è ultimo in classifica con la miseria di punti 2.

Il presidente Spinelli non può che intervenire e dopo la sconfitta interna con il Palermo allontana i due allenatori. Il toto panchina se lo aggiudica proprio il tecnico di Perugia che – al di là delle conoscenze tattiche – sembra essere l'uomo giusto per riportare un briciolo d'entusiasmo in una piazza che in appena quattro mesi è precipitata dall'entusiasmo della promozione (3-0 al Brescia il 20 giugno) nella più cupa depressione.

Il blitz. Come spesso accade nel calcio – ma pure nella vita – il destino ci mette lo zampino e al debutto sulla panchina amaranto, il calendario mette di fronte a Cosmi la sua squadra del cuore: la Roma.

Esordio all'Olimpico, quindi, con un elevato tasso di difficoltà, ma l'effetto-Serse è dirompente. Ciccio Tavano al crepuscolo del primo tempo porta in vantaggio il Livorno che poi fa le barricate.

Il signor Russo di Nola espelle il suo concittadino De Lucia e gli amaranto chiudono in dieci con miracolo di Benussi al minuto 95' che mette la partita in ghiaccio: Roma-Livorno 0-1 ed è storia.

Tre giorni più tardi Miglionico all'Ardenza giustizia l'Atalanta di Antonio Conte e la squadra sembra rinascere. E infatti fino all'ultima d'andata il Livorno tiene botta.

Vince in casa con le genovesi ed espugna il campo del Catania chiudendo la fase ascendente a quota 18 punti in piena corsa per la salvezza.

Il feeling con i tifosi. Ci sono episodi che dànno la dimensione di un amore. Il 6 dicembre 2009 il Livorno gioca in casa con la bestia nera Chievo. E – come ovvio – perde.

Nel primo tempo, sullo 0-1 Gava di Conegliano, caccia Lucarelli per proteste e i tifosi si imbufaliscono.

Serse, capita l'antifona, si alza dalla panchina. Sciarpa al collo e rayban a specchio va sotto la curva nord e invita tutti alla calma. Applausi e patto di ferro sancito. Il guaio è che quel ferro si arrugginisce presto.

Le dimissioni. L'ultima vittoria di Serse Cosmi versione amaranto coincide con l'ultima apparizione di Panucci al 'Picchi' da giocatore.

È il 10 gennaio 2010 e il Livorno batte il Parma 3-1. Da quel momento iniziano i guai. Due settimane dopo c'è Livorno-Napoli.

Gli azzurri vincono 2-0 e a fine partita il tecnico umbro si presenta in sala stampa e annuncia le dimissioni per «insanabili divergenze di vedute rispetto al presidente sul modo di condurre la guida tecnica della squadra».

La rottura, però, dura due giorni perché viene ricomposta da un faccia a faccia con Spinelli. Altra scossa e due bei risultati: 1-1 in casa del Milan e 1-1 all'Ardenza con la Juventus.

È un fuoco di paglia. Gli amaranto perdono in casa tutti gli scontri diretti per la salvezza e si avviano verso la retrocessione.

Il giorno di Sabato Santo pareggia 1-1 a Marassi con il Genoa, ma non basta: a Pasquetta viene esonerato da Spinelli che richiama Ruotolo.

Per Serse 23 punti in 23 partite e il peccato originale (forse) di non aver confermato le dimissioni dopo il ko con il Napoli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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