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Livorno

UNA BELLA VIOLA DA SOLA LASSÙ

(prosegue da pag. 19) L’Inter di Mancini, che continua a prendersela con i giornalisti e con i commentatori vari, si sveglia tardi e soffre anche contro la Samp. Evidentemente il ko pesantissimo...

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(prosegue da pag. 19)

L’Inter di Mancini, che continua a prendersela con i giornalisti e con i commentatori vari, si sveglia tardi e soffre anche contro la Samp. Evidentemente il ko pesantissimo contro la Fiorentina ha lasciato il segno, la sosta arriva a puntino per i nerazzurri, ma anche per altre squadre. A partire dal Torino, che deve digerire il passo falso di Carpi. È sempre così, o almeno, quasi sempre così: a fare la differenza è la fame. E il Carpi del neoallenatore Sannino aveva più voglia dei granata, che spesso si fermano proprio al momento del salto di qualità. Si ferma anche il Sassuolo, bloccato da un gol preziosissimo di Maccarone, un veterano che fa il paio con l’altro highlander della serie A, quel Totò Di Natale che però non basta all’Udinese per vincere.

Ma i veri segnali di questa settima giornata sono soprattutto della Lazio e della Roma: i biancocelesti si issano al terzo posto, hanno grandi qualità e possono essere una delle candidate al ruolo di guastafeste, la Roma parte fortissimo a Palermo poi si complica un po’ la vita, ma sicuramente è tra le favorite d’obbligo per organico e compattezza, con un Gervinho versione lusso. A San Siro, Sarri stravince la sfida con l’amico Mihajlovic, ma come in quella famosa pubblicità, gli piace vincere facile. La difesa del Milan sembra la caricatura di un reparto arretrato, è la banda del buco elevata a sistema. Detto questo, il Napoli sta ingranando con grande personalità, ha soprattutto davanti un organico sopraffino. L’interrogativo d’obbligo è: con tutte queste squadre davanti in classifica, la Juve che ha ottenuto il primo successo in casa (dopo lo spavento iniziale) contro il Bologna, può ancora puntare oggettivamente allo scudetto? La logica a oggi direbbe di no, perché comunque il primo gol preso da polli dimostra che la squadra non è ancora guarita e, appunto, davanti ha molte squadre forti; avrebbe bisogno di un filotto, la sosta permetterà alla Allegri band di recuperare brillantezza ma alla ripresa delle ostilità avrà subito un banco di prova se non decisivo, quasi, in casa dell’Inter. Sarà per palati fini anche il match del San Paolo, un Napoli-Fiorentina che i partenopei vorranno sfruttare al meglio per risalire sul treno che conta. Ma questa Viola vola.

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