Italia
Caccia a Ottobre viola
Fiorentina in fuga: Ilicic e Borja piegano l’Atalanta. Gloria anche per Verdù
FIRENZE. Caccia a Ottobre viola. La Fiorentina dopo sette giornate è al comando tutta sola prima della sosta per gli impegni della Nazionale: quindici giorni di goduria totale per i trentamila che ieri sera hanno gremito il Franchi. È il responso della settima giornata di andata di campionato: approfittando del pari dell’Inter con la Sampdoria, i viola fanno il loro dovere battendo 3-0 l’Atalanta - ma il risultato è perfino tropo stretto per la cifra di gioco espressa dalla formazione di Paulo Sousa - con le reti nel primo tempo di Ilicic (rigore) e Borja Valero e nel finale dello Verdù, oggetto misterioso del mercato che però ha bagnato la prima volta al Franchi con un piccolo gioiello.
Un risultato, ottenuto con una superiorità numerica per l’espulsione di Paletta duranta quasi l’intero match, che fa volare i toscani a quota 18, leader di un campionato mai così aperto e con legittime pretendenti. Senza gli indisponibili Bakic e Pasqual, Sousa infila Bernardeschi alle spalle dell’unica punta, Kalinic, affidando le chiavi del centrocampo a Borja Valero (Rossi e Babacar finiscono tra le riserve). Privo degli infortunati Estigarribia, Pinilla e Brivio, Reja risponde si affida al tridente formato da Moralaez, Denis e Gomez. La gara però prende una svolta decisiva dopo soli 5’: Paletta stende in area Blaszczykowski, Massa espelle il difensore ospite e indica il dischetto.
Ilicic non si fa pregare ed i viola sono già in vantaggio e con l’uomo in più. I viola, all’11’, hanno già la chance per raddoppiare: Borja Valero, letteralmente scatenato tra le linee difensive bergamasche (Rerja non ha mai trovato un’efficace contromisura contro la vena dello spagnolo) coglie il palo e Badelj non centra il bersaglio d’un soffio.
Bernardeschi subisce qualche ramanzina da Sousa ma sa anche rendersi minaccioso, l’Atalanta subisce senza deprimersi, visto che al 26’ sfiora addirittura il pareggio: Denis imbecca Moralez che, tutto solo, spara sulla sagoma di Tatarusanu. Borja Valero pare addirittura non farcela ma il play spagnolo stringe i denti e, al 34’, firma perfino il gol del raddoppio, sfruttando a dovere un’invenzione di Bernardeschi: il ragazzo carrarese è sempre più calato nel modulo del tecnico portoghese e quando ha spazio lascia sempre il segno, siano gol o assist al bacio. La Fiorentina ha decisamente in pugno il match e, al 44’ reclama anche per un contatto in area tra Toloi e Kalinic, giudicato lecito dall’arbitro che probabilmente non se l’è sentita di inferire sull’Atalanta.
In avvio di ripresa, subito D’Alessandro per Denis ma il match fatica a riservare ulteriori emozioni, con la Fiorentina che preferisce gestire piuttosto che affondare e l’Atalanta che in dieci ha difficoltà nel trovare spazi. Al 19’ Sportiello devia in corner una botta di Alonso, Vecino, entrato per Bernardeschi, calcia senza troppa convizione tra i guanti di Sportiello al 26’. Ultimo spunto per i taccuini, l’inzuccata di Kalinic, su cross di Borja Valero, che non va a segno. La gara termina in pratica qui, con la Fiorentina che si gode i cori e gli applausi del suo pubblica, certa di poter dire la sua per tutto l’arco di questo campionato. E con Verdù che proprio allo scadere si esibisce con una volee, su splendida giocata di Kalinic, che vale il tris, la quinta affermazione consecutiva ed un sogno che si chiama scudetto.
«Questa sera siamo stati molto bravi contro un avversario difficile. Questa vittoria ci regala il primato che a mio parere ci meritiamo, ha commentato a dine partita il gioiello carrarese della Fiorentina, Federico Bernardeschi.
«Sicuramente è bellissimo essere primi davanti al nostro pubblico e insieme a loro ce lo godiamo. Quando rientreremo dalla pausa cercheremo di fare del nostro meglio contro un avversario come il Napoli, ma dobbiamo restare coi piedi per terra. Contro gli azzurri sarà sicuramente una bella gara». Molto difficile, a giudicare dalla super-prestazione della formazione di Sarri a San Siro, ma questa Fiorentina è apparsa anche più consapevole dei propri mezzi e andrà a giocarsela senza timori.
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