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E tra i big spunta anche Stringara
«Sport che ti prende e cresce, ci gioco pure con mio figlio...»
LIVORNO. Dal calcio ai massimi livelli, sia da giocatore che da allenatore, al footgolf. È un passo che anche Paolo Stringara ha compiuto, alla stregua di altri ex professionisti del pallone, vedi Cannarsa, Zola, Bonetti, il pistolero Makaay o il francese Wiltord. Segno che la nuova disciplina attira e può contare sui grandi nomi per crescere e sponsorizzarsi. «È una bella disciplina, vale la pena provarla – sostiene Paolo – perché innesca una sfida personale sia contro gli altri giocatori che contro te stesso. Non c’è la porta dove segnare, ma una buca in terra da infilare; cambia la forma, ma lo scopo è lo stesso».
Stringara parla della sua prima volta. «A Tirrenia, dove ho chiuso il percorso con un +4 sul par, direi non male come esordio. Poi ho fatto altre gare in Toscana e in Italia e ho capito quanto interesse cresce intorno al footgolf. Il mio amico Ivano Bonetti mi ha raccontato di quanto questo sport sia diffuso in America, mentre da noi ancora scarseggiano i campi. Ma è solo questione di tempo». Anche Aurelio Stringara, figlio di Paolo e calciatore nei Giovanissimi del Livorno, ha provato e, continua il padre, «ogni volta che gioca vince».
E ora cosa si porta dietro Stringara del suo passato di calciatore in questa disciplina? «Soprattutto gli amici e la voglia di stare assieme. A mio avviso ci vuole più la testa da golfista che da calciatore, perché tattica e concentrazione fanno la differenza, mentre il piede si può allenare e migliorare con il tempo. Insomma, giocando a footgolf ci si diverte, ma si fatica».(d.s.)
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