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Livorno

Dietrofront, i giovani sognano ancora l’auto

di Marco Scafati
Dietrofront, i giovani sognano ancora l’auto

Cresce il car sharing ma torna anche il fascino della proprietà. La ricerca sulla “Generazione Y”

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Tra le conseguenze della crisi economica, c’è stata anche la disaffezione dei giovani nei confronti dell’auto. Che, stretti tra disoccupazione e lavori saltuari o mal retribuiti, non pensavano certo di accollarsi spese di acquisto e manutenzione. C’è anche chi dice, inquadrando la questione da un punto di vista sociologico, che il trionfo della comunicazione e dei social network avrebbe tolto gusto all’incontro, che un tempo avveniva in un luogo da raggiungere, spesso in macchina.

Eppure, i giovani l’auto la sognano ancora. Questo, in estrema sintesi, il risultato di una ricerca condotta in Europa dalla Goodyear sulla cosiddetta “Generazione Y”, ovvero un campione di 2.500 studenti universitari dai 18 ai 30 anni. Ebbene, l’85% (in Italia si arriva al 90%) di loro si è dato un tempo massimo di 10 anni entro il quale acquistare una vettura.

Ma come, non si parlava di condivisione? Del cosiddetto car sharing? In realtà anche, visto che il 65,5% lo considera un servizio essenziale. Nondimeno, l’auto di proprietà sta ritrovando il suo fascino. O magari non l’aveva mai perduto, ma solo sacrificato sull’altare delle difficoltà economiche.

La mobilità, per i giovani, seguirà poi un cammino ben delineato. Oltre il 59% di loro sostiene infatti che l’industria automobilistica debba impegnarsi per produrre veicoli efficienti, parchi nei consumi e rispettosi dell’ambiente.

Una strada già imboccata, in realtà, che passa ad esempio per l’ottimizzazione dei motori a combustione e l’ibrido, per arrivare all’elettrico e più in là all’idrogeno.

Il 24 per cento degli italiani, in particolare, chiede veicoli efficienti nella gestione del carburante, dotati di tecnologie “intelligenti” (17%) e pneumatici adattativi ed ecocompatibili (18%), dotati di sensori, generatori di energia e biodegradabili.

E poi c’è l’ultima frontiera, ovvero l’auto che si guida da sola. Su cui i costruttori (ma anche colossi come Apple o Google) stanno investendo somme ingenti. La prospettiva, tuttavia, non alletta più di tanto: il 77,7% degli intervistati preferirebbe che la guida autonoma non fosse completa, ma limitata ad alcune funzioni base. Perché quello della guida resta un piacere antico, anche per le nuove generazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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