amaranto»LA RIVELAZIONE
LIVORNO. Il re dei selfie va veloce. Scatta sempre. Col cellulare e con la palla al piede. Scatta e scrive. “Forza Livorno”, “Grazie a tutti e sempre Forza Livorno” e via con emoticons che ti...
LIVORNO. Il re dei selfie va veloce. Scatta sempre. Col cellulare e con la palla al piede. Scatta e scrive. “Forza Livorno”, “Grazie a tutti e sempre Forza Livorno” e via con emoticons che ti raccontano la sua gioia.
Como e il sorriso. Armando Vajushi ha ritrovato il sorriso qui a Livorno, dopo 6 mesi di tristezza a Verona, sponda Chievo. Sabato a Novara è stato super, con la sua velocità ha sverniciato i difensori del Como. In velocità è un treno, ci ha fatto vedere anche un bel destro che ha sfiorato il palo, e poi adora l’uno contro uno. Non sarà Mertens (per fare un confronto logico, tattico e fisico) ma ha dei numeri questo ragazzo.
L’Hazard di Scutari. In Albania lo paragonavano ad Hazard, stella del Chelsea. Scutari è la sua città natale, Vllaznia la squadra dove si mette in mostra.
Però esplode nel Litex Lovech, in Bulgaria, nazione di cui possiede anche la cittadinanza. Destro puro ma bravo anche di sinistro, in 86 presenze al Litex mette insieme 22 gol e 23 assist. Lo vogliono in tanti,anche Samp e Toro, poi va al Chievo dove però resta soffocato dal 4-4-2 di Maran.
La telefonata di De Biasi. Il resto è storia recente. Galeotta fu una telefonata di De Biasi (ct della nazionale albanese) a Panucci che già sta seguendo questo ragazzo insieme a Signorelli. «Christian fidati, questo è molto bravo. Ha solo bisogno di giocare. Se lo prendete, fate di sicuro un affare».
Firma e retroscena. Questa è carina e risale ai giorni della trattativa. Ve la raccontiamo, confermata anche da Armando e dal suo procuratore. Appena sul nostro sito annunciamo la trattativa con Vajushi, uno dei “fedelissimi” del blog (che si firma AMatteo) inizia a bombardarlo di messaggi su Facebook, subito dopo aver chiesto (e ricevuto) l’amicizia. Diffusa la voce sul nostro blog, anche altri seguono la stessa strada scrivendo sulla sua bacheca. Il Chievo è titubante, vuole cederlo ma non subito perché numericamente manca un attaccante per la Coppa Italia, Vajushi però vuole Livorno subito. Così si presenta in sede del Chievo, apre il tablet e alza la voce: «Guardate, a Livorno mi vogliono tutti. Qui non mi fate mai giocare. Voglio andare via, non resterò un giorno di più a Verona». Il pomeriggio era già sull’autostrada del Brennero in direzione Livorno.
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