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Il Guaro c’è, Palotelli quasi

Il Guaro c’è, Palotelli quasi

Una bomba del colombiano decide il derby, SuperMario si schianta sul legno

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MILANO. Un siluro di Guarin ha regalato il derby ai nerazzurri, ma niente sangue agli occhi: una gara quasi alla camomilla, sino a quando è entrato Balotelli, nella ripresa. Il duello con il poco caritatevole Melo ha dato il via a qualche fuoco d'artificio. Si son viste anche botte. Nel primo tempo, qualche tentativo del duo Bacca-Luiz Adriano, le fiondate di Jovetic sull'altro fronte. Melo aveva confermato le sue doti di playmaker, Perisic aveva fatto il trequartista senza particolari acuti. Nella ripresa, il gol di Guarin e le iniziative di Supermario (che ha colpito un palo e si è speso molto) hanno dato un sapore più piccante alla partita. Ma il Milan non ha segnato e i nerazzurri hanno portato a casa i tre punti, restando soli a punteggio pieno in vetta alla classifica.

Se i derby vanno vinti e non giocati bene, l'Inter ne è uscita soddisfatta. La nuova, luccicante e promettente squadra di Mancini fa ora sognare i tifosi nerazzurri. Quelli del Milan, nonostante i milioni spesi e i proclami ottimistici di Mihajlovic e dell'establishment, temono un'altra stagione tribolata: alcuni chiedono lo scalpo (si fa per dire) di Galliani.

Mancini, per l'infortunio a Miranda, aveva dovuto ritoccare la difesa, arretrando Medel (con tanti saluti a Ranocchia), mentre aveva rinforzato il centrocampo con l'innesto di Melo e l'attacco con Perisic, gli ultimi arrivati. Il suo amico-nemico Sinisa aveva ripescato Abate in difesa e Montolivo a centrocampo. Bisogna dire che la partita, cominciata su ritmi alti, si è affievolita col passar dei minuti, crescendo di tono nel finale.

La difesa nerazzurra ha patito in alcune occasioni la velocità di Luiz Adriano e Bacca, oltre che di Bonaventura. Il colombiano ha tirato su Handanovic e il suo collega ha sparato alto in occasione delle due palle-gol avute nelle fasi iniziali. Il Milan ha cercato il contropiede, approfittando talvolta dell'inadeguatezza di Medel, che ha fatto il difensore centrale e si è visto che Mancini deve avere poca fiducia in Ranocchia, oppure il giocatore non è al meglio, se è stato preso in considerazione solo negli ultimissimi minuti.

L'Inter ha attaccato di squadra, ma la difesa rossonera si è comportata discretamente, consentendo a Jovetic due tiri (fuori) da lontano, mentre Icardi ha fatto breccia raramente e ha sprecato un'occasione, solo davanti a Diego Lopez, in chiusura di primo tempo. Abbiamo visto l'atteso Perisic prevalentemente dietro le punte e Melo padroneggiare davanti alla difesa e distribuire il gioco da ottimo regista difensivo. Dire chi abbia giocato meglio, dopo il primo tempo, è molto difficile: sprazzi, rari tiri, sostanziale equilibrio sui due fronti.

Qualche brivido per un rinvio di Diego Lopez di cui Jovetic non ha saputo approfittare all'inizio della ripresa, un colpo di testa di Guarin deviato dal portiere rossonero su un bel cross da sinistra di Perisic. Qualche fesseria difensiva di Kondogbia, poi il siluro di Guarin basso che ha fatto secco Diego Lopez al 13'. Mihajlovic ha tirato fuori l'arma segreta (mica tanto): Mario Balotelli (fuori Bacca), subito oggetto dei cori d'insulto dei tifosi interisti e delle attenzioni del ruvido Melo.

La partita si è infiammata. Juan Jesus è uscito in barella ed è entrato Telles. Dopo un colpo di testa di poco fuori di Icardi, è entrato Palacio al posto di Jovetic.

Balotelli al 33' con uno dei suoi tiri, ha colpito il palo basso esterno alla destra di Handanovic. L'ingresso di Cerci e un diagonale di Balotelli deviato di poco, hanno vivificato il finale di partita. Il Milan si è riversato nella metà campo dell’Inter con la forza della disperazione. Almeno quello. Poca lucidità ma i nervi messi in campo alla ricerca di un pareggio che avrebbe impedito ai “cugini” di volare da soli in vetta. I nerazzurri hanno sofferto ma hanno difeso con le unghie e con i denti il loro prezioso vantaggio. Così ai rossoneri sono rimasti solo i rimpianti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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