Il presidio
Juve ko a Roma: è ultima
La punizione di Pjanic apre la strada, raddoppio di Dzeko, illusione Dybala
ROMA. Campioni (quasi) umiliati da una grande Roma. Una formidabile punizione di Pjanic ha «gelato« la Juve (che poi, in dieci, ha subito il raddoppio da Dzeko) dando meritatamente la vittoria ai giallorossi e relegando la squadra campione sul fondo della classifica. Anche se nel finale ha Juve ha segnato con Dybala e ha sfiorato il pareggio... Più Roma che Juve, dalla cintola in su, già nel primo tempo. La squadra di Allegri è sembrata ben diversa cosa, rispetto a quella della passata stagione. Un palo di Pjanic, le numerose situazioni di pericolo create in area bianconera, un rigore negato ai giallorossi, hanno testimoniato la miglior condizione della squadra di Garcia. In mezzo, la Juve (senza Marchisio) ha sofferto. E la Roma le ha opposto un ottimo Keita. La lotta in certi momenti si è fatta dura e Rizzoli ha dato l’impressione di non voler rompere gli equilibri in campo. Il gol di Pjanic ha sbloccato invece la partita, determinando un risultato molto significativo. Anche perchè il raddoppio di Dzeko ha messo a nudo le difficoltà bianconere, nonostante le parate di Buffon. Il gol di Dybala e i tentativi di Bonucci e Morata hanno fatto tremare i giallorossi nel finale. Il campionato è lungo, ma la Juve l’ha cominciato malissimo. Una vittoria che invece non sarà facilmente dimenticata, quella della Roma, che si è rimessa bene in carreggiata dopo il mezzo passo falso di Verona, condannando la Juventus all’ultimo posto a zero punti.
Un inizio di campionato disastroso che indurrà i campioni a interrogarsi sull’immediato futuro. Garcia aveva subito dato il posto di titolare a Digne, l’ultimo arrivato, arretrando De Rossi in difesa (bene), inserendo Keita (ottimo) in mezzo al campo e Iago Falque (decisivo) in avanti. Ancora fuori Totti. Allegri aveva apportato delle modifiche alla formazione che era stata sconfitta dall’Udinese: Dybala dall’inizio in attacco, Sturaro preferito a Pereyra in mezzo e Caceres terzino al posto di Barzagli. Scelte non molto azzeccate, anche se il gol di Dybala nel finale ha... consolato i bianconeri, che hanno sfiorato il pareggio al 47’ con Bonucci di testa. Grande Szczensky.
La Roma ha cominciato fortissimo, mettendo davvero alle corde una Juventus che avrebbe potuto subire un rigore per un intervento di Mandzukic su Florenzi, un gol (palo di Pjanic al 24’) e in genere è parsa in difficoltà contro un avversario disinvolto. Rizzoli ha stentato a frenare la focosità dei giocatori in campo.
La Juve ha cominciato la ripresa in avanti e Chiellini di testa ha avuto una buona chance, senza tuttavia «colpire«. Ma è durata poco. Una trattenuta di Pogba (già ammonito) su Salah, è stata «perdonata« da Rizzoli (male). La Juve ha corso dei pericoli (Pjanic) e Buffon ha dovuto fare gli straordinari, salvando anche di piede su un rasoterra di Dzeko. Poi una magica punizione di Pjanic ha lasciato di stucco il portiere bianconero, che non ha visto partire la palla, insaccatasi sulla sua destra. Allegri ha cambiato: Morata al posto di Mandzukic. Un «mani« di De Rossi (dentro o fuori area ?) non è stata sfruttata da Dybala. È stato espulso Rubinho dalla panchina per proteste. Sono entrati Pereyra e Cuadrado al posto di Lichtsteiner e Padoin. Si è rivisto pure Iturbe (per Salah). La seconda ammonizione di Evra ha fatto scattare il rosso e la Juve, in dieci, ha subito il secondo gol di Dzeko di testa al 34’ su cross da sinistra di Iago Falque. Il gol di Dybala al 43’, su passaggio di Pereyra ha riaperto la partita e nel finale Bonucci ha fatto tremare la Roma con un colpo di testa.
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