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Parcesepe, un addio senza baci

di Francesco Parducci
Parcesepe, un addio senza baci

Basket. Parla il coach dopo il divorzio dal Meloria: «Per me neanche un saluto...»

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LIVORNO. “Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione. Fu un peccato pensare speciale una storia normale”. Certo che il Maestrone non poteva pensare che i versi della splendida Farewell si sarebbero adattati benissimo, più di vent'anni dopo, a Meloria, Dani e Parcesepe. Sembrava un tutt'uno inscindibile, “mas que un equipo”, un motto del quale lo stesso Dani rivendica con orgoglio la paternità.

Una storia vincente durata tre anni, un campionato vinto e due secondi posti, una percentuale di vittorie superiore al 70%. Ce n'è in abbondanza per continuare chissà per quanto tempo ma, evidentemente, ogni storia ha la sua conclusione, ha ragione Guccini. Chissà, forse le tante vittorie e le indiscusse capacità diplomatiche del dirigente Dani avevano nascosto qualche crepa, limato qualche frizione, appianato qualche incomprensione che la prima divergenza seria non è riuscita a nascondere.

Maurizio Vortici, il patron del Meloria, si limita a dire, lapidario «Ho ricevuto delle dimissioni e mi sono comportato di conseguenza». L'unico al quale si riesce a strappare qualche parola è proprio il coach, non foss'altro perché sarà anche l'unico, il 6 settembre, quando scatterà la Coppa Toscana ad antipasto del campionato, a doversi accomodare su una tribuna, visto che la società Meloria va avanti, ci mancherebbe altro, e Dani non aveva che l'imbarazzo della scelta fra i tanti che lo hanno cercato a notizia diffusasi (sopra potete leggere l’ufficialità del passaggio alla Libertas).

Parcesepe, alla fine col cerino acceso in mano c'è rimasto solo lei.

«È vero e mi dispiace se penso che a inizio estate mi aveva cercato Donoratico e avevo rifiutato pensando che l'avventura con Meloria non potesse che continuare. Comunque non ho rancore verso nessuno, sono stati tre anni bellissimi, indimenticabili. Mi dispiace soltanto che la società non abbia pensato di fare due righe di ringraziamento, anche formali, per quello che abbiamo fatto in questi tre anni. Di solito si usa così».

Ma si può sapere cosa è successo davvero?

«Abbiamo dovuto rinunciare a giocatori importanti come Salazar, Spinelli e Seminara. Nostra convinzione, mia e di Dani era che per continuare a essere competitivi occorresse sostituirli con giocatori importanti, magari non semplicissimi da gestire ma importanti. La società mi ha fatto presente che buona parte della squadra non condivideva le scelte, io ho parlato con i ragazzi a uno a uno e sono convinto che, alla fine, grazie anche all'aiuto di Paolo, avrei avuto tutto il gruppo dalla mia, che ci sarebbe stata l'armonia che ha sempre contraddistinto il Meloria. Il giorno prima di Ferragosto Vortici mi ha detto che secondo lui c'erano ancora problemi difficili da superare e a quel punto, visto che le nostre scelte risultavano sconfessate, abbiamo pensato, ma senza nemmeno consultarci, di inviare le dimissioni». Viste, e prese. Addio, anzi farewell.

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