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Nibali: sono contento per me era difficile fare di più
PARIGI. «Con la pioggia era pericoloso, nel finale l'asfalto si è asciugato e non c'erano grandi rischi». Vincenzo Nibali approda ai Campi Elisi dopo un Tour iniziato male e finito con una vittoria...
PARIGI. «Con la pioggia era pericoloso, nel finale l'asfalto si è asciugato e non c'erano grandi rischi». Vincenzo Nibali approda ai Campi Elisi dopo un Tour iniziato male e finito con una vittoria sulle Alpi ed un quarto posto in classifica generale. «Sono contento - dice il messinese dell'Astana, che solo l'anno scorso indossava a Parigi la maglia gialla - Rispetto ad una settimana fa, era difficile fare di più ed ho anche ottenuto una bella vittoria di tappa».
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in un sms indirizzato a Raisport, lo ha definito un esempio di determinazione. Nibali commenta: «Nei momenti di difficoltà è più facile andare a casa, ho voluto continuare e alla fine è arrivata anche un bel successo».
Ma il protagonista assoluto del dopo corsa è lui, Christopher Froome. Sarà anche poco amato dai tifosi ma entra comunque nella storia per essere il primo inglese a vincere due edizioni del Tour de France. Il britannico del Team Sky, già trionfatore nel 2013, ha preceduto sul podio conclusivo il colombiano Nairo Quintana e lo spagnolo Alejandro Valverde, entrambi della Movistar, distanziati rispettivamente di 1'12" e 5'25".
Froome porta a casa anche la maglia a pois di leader degli scalatori, lo slovacco Peter Sagan (Tinkoff-Saxo) si aggiudica quella verde della classifica a punti e Quintana si consola con la casacca bianca di miglior giovane.
Se la ride anche Andrè Greipel. Nell’ultima tappa il tedesco della Lotto-Soudal, con una rimonta potente al centro della sede stradale, ha messo in fila il francese Bryan Coquard (Europcar) ed il norvegese Alexander Kristoff (Katusha), conquistando così il suo quarto successo. Sconfitti il britannico Mark Cavendish (Etixx-Quick Step), sesto, e Sagan, settimo, mentre il migliore degli italiani è il gregario di lusso Matteo Trentin, finito undicesimo. Vanificata una fuga di Oliveira, Van Bilsen e Vachon, ai quali si era unito Dennis: sprint doveva essere, e sprint è stato.
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