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Sudare al livello del mare
Pochi soldi, addio mon tagne: arriva la preparazione a chilometri zero
di LORENZO VANNOZZI
Casa dolce casa ….....per scelta o per necessità? Questo è un motto che interessa più o meno tutte le squadre toscane che hanno cominciato, o stanno per farlo, i ritiri in vista della prossima stagione divise tra Serie A, Serie B e Lega Pro.
Ad eccezione della Fiorentina infatti, partita martedì 7 per Moena (1184 metri sul livello del mare) in provincia di Trento dove è rimasta fino a ieri, tutte le altre toscane rimarranno vicini alla propria sede o anche se dovessero allontanarsi un pò (vedi il Livorno ad Acqui Terme grazie ad un accordo commerciale con una cetan alberghiera) si alleneranno non oltre i 700 metri di altitudine. Oltre che per un aspetto economico, preponderante talvolta di questi tempi, si è anche persa la forte convinzione che allenarsi ad alte quote porti poi durante la stagione chissà quali benefici; due squadre prestigiose come Milan e Juventus ad esempio da qualche anno svolgono il ritiro estivo nei rispettivi centri sportivi dove proseguiranno ad allenarsi durante la stagione.
Tornando però alla Toscana, detto di Fiorentina e Livorno, l'Empoli si sposterà di soli 10 chilometri per l'abituale ritiro ai 97 metri sul livello del mare di Vinci. Dopo il ritiro di Pievepelago, che non ha portato i risultati sperati, il Pisa torna in provincia, esattamente a Bientina (dieci metri sul livello del mare...) ad una trentina di chilometri da casa. Il Siena invece ha scelto Castel del Piano (637 metri di altitudine) in provincia di Grosseto forse anche in maniera provocatoria verso gli odiati rivali maremmani che da quest'anno sono rimasti senza squadra dopo la mancata iscrizione da parte di Camilli.
Ritiro a chilometri zero per il Pontedera che rimarrà ad allenarsi nel proprio stadio, il “Mannucci” (14 metri sul loivello del mare...) per preparare la nuova stagione e per il Tuttocuoio che si dovrà spostare di pochi chilometri vista l'indisponibilità del “Leporaia” per andare a San Romano (58 metri). Si allontanano e salgono di qualche metro Arezzo e Prato che hanno scelto rispettivamente Cascia (653 m.s.l.m e distante 184km) e Chianciano terme (465 m.s.l.m e lontana 148km.) come sedi dei propri ritiri. La Lucchese si dividerà tra Lucca e la vicina Gorfigliano (685 m.s.l.m), mentre la Pistoiese si sposterà di 16 km per andare a Larciano (50 m.s.l.m.). Infine la Carrarese, in piena bagarre societaria, dovrebbe andare a Pomarance (370 m.s.l.m.), ma usiamo ancora il condizionale in quanto eventuali novità potrebbero far cambiare bruscamente sede.
L'ex allenatore di Ascoli e Padova, Nello di Costanzo, approva e comprende le squadre che decidono di non allontanarsi troppo dalla propria sede. «E’ vero che prima si pensava che sopra i 900 metri potesse significare un aumento dell'emoglobina, di globuli rossi e di disponibilità di ossigeno ai tessuti, ma questo si è rivelato vero soltanto in parte dal momento che i vantaggi e gli effetti positivi sono ridotti e durano per poco tempo.
Poi c'è il problema del riposo: quando si fa il ritiro si ha bisogno di riposare bene la notte dopo tante fatiche, ma col tempo e con i condizionatori è stato superato anche questo. Una volta che queste due cose sono superate si bada alle spese: le società ritengono m. eno dispendioso economicamente fare un ritiro vicino casa o addirittura in casa dove ci sono attrezzature senza doverle portare in giro complicando le cose dal punto di vista logistico ed economico. Infine c'è anche un altro aspetto: talvolta ho preferito stare vicino casa per permettere ai tifosi di venire facilmente ad allenamenti e amichevoli».
Di opinione contraria è invece l'ex allenatore, tra le altre, di Foggia e Grosseto, Paolo Stringara: «Allenarsi vicino a casa senza andare in montagna può portare delle mancanze. Per fortuna ho vissuto il periodo in cui il ritiro voleva dire isolarsi da tutto e da tutti per fare gruppo e conoscersi. In montagna si fatica molto ma si respira meglio e i vantaggi sono indubbi.
Inoltre nel ritiro ti isoli mentalmente e fisicamente dagli affetti pensando esclusivamente al tuo lavoro senza ulteriori distrazioni».
Insomma, questo accade nel calcio ai tempi della crisi. Addio foto di giocatori con i piedi in torrenti immacolati o a faticare in boschi lussureggianti: qui bisogna risparmiare.
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