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«Basta sospetti, non è il Far West»

«Basta sospetti, non è il Far West»

Doping, la maglia gialla Froome continua a difendersi strenuamente

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VALENCE. «I tempi sono cambiati. Tutti lo sanno. Questo non è più il Far West di dieci, quindici anni fa. Naturalmente ci sono ancora dei ciclisti che prendono rischi (con le sostanze dopanti, ndr) ma sono la minoranza».

Così Chris Froome, maglia gialla del Tour de France, dopo la quindicesima tappa prosegue nella sua strenua difesa dai sospetti di doping che lo accompagnano da tempo. Il ciclista inglese è letteralmente assediato dalla stampa, soprattutto quella francese.

«Non c’è nessun motivo oggi per avere lo stesso livello di sospetto. Non c’è assolutamente alcuna ragione», ha dichiarato.

Interrogato sui commenti alle sue prestazioni, Froome ha ribadito: «Se le persone sono portate a credere che questi spettacoli non sono legittimi, ecco che sono spinte ad offendere, fischiare e sputare, fino a lanciare anche l’urina ai corridori».

«Non vedo cos’altro posso fare, se non parlare di doping e invitare le persone a non ascoltare, in particolare gli ex corridori che hanno fatto parte di quella generazione e conoscevano un solo modo di andare in bici», ha concluso riferendosi chiaramente ad alcune uscite di Lance Armstrong nei giorni scorsi.

Difficile che queste dichiarazioni smorzino le polemiche che da giorni infiammano il Tour de France, ma la difesa di Froome contro quelle che reputa accuse ingiuste e gratuite, è sicuramente appassionata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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