Il Tirreno

Livorno

Tra Spinelli e Calleri non sboccia niente

di Alessandro Bernini
Tra Spinelli e Calleri non sboccia niente

«Hanno chiesto altro tempo, sono pessimista». Attenti, il futuro del Livorno si fa preoccupante: ecco gli scenari possibili

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Non è arrivato niente. Nè una risposta, nè un briciolo di chiarezza. Anzi: per molti versi la vicenda viene avvolta da un alone di mistero.

Aldo Spinelli aveva annunciato il pranzo a Montecarlo con Gianmarco Calleri, ex presidente di Torino e Lazio che in questo caso farebbe da riferimento a un gruppo di imprenditori interessati all’acquisto del Livorno. Intorno alle 16 Aldo Spinelli ha risposto al telefono abbastanza sconsolato: «Ci siamo incontrati ma hanno chiesto altro tempo per questioni tecniche. Devono fare altre verifiche tra di loro». Altro tempo che significa? Ore, giorni, settimane? Spinelli resta sul vago: «Forse qualche giorno». Un vago che non ispira molta convinzione. «Le mie sensazioni? Non positive. Non è stata fatta un’offerta...».

Insomma, nessun passo avanti e anzi due passi indietro. Calleri non ha voluto commentare, in serata il figlio Riccardo si è lasciato ad un «Livorno? Non so niente» che rende ancora più intrigata la matassa.

Cosa pensiamo di questa situazione? Che il Livorno resterà nelle mani di Aldo Spinelli. Ma attenzione, perché Spinelli non è eterno, ha 75 anni, guida il Livorno da 16 stagioni e prima o poi si stancherà davvero. Anche perché quest’anno ci sarà da mettere soldi nel bilancio (i paracadute e i Paulinho sono finiti...) e l’idea inquieta il presidente.

Sarebbe bene che in città, in primis nelle stanze di chi la dirige, si iniziasse a pensare al futuro. Perché arriverà (a breve?) il giorno in cui Spinelli pagherà tutto il dovuto e minaccerà di non iscrivere la squadra al campionato se nessuno rileva la società. Attenti, non è un scenario da anno 2030, qui parliamo magari del prossimo giugno.

A quel punto inizierebbe una corsa contro il tempo, una corsa probabilmente disperata. Abbiamo già vissuto questi sprint a testa bassa per restare in vita e abbiamo già perso. A 20 km da noi sono ancora lì sui pedali. Qui oggi passiamo sul traguardo senza soffrire, ma bisogna per forza pensare alla prossima tappa perché sarebbe un delitto non farsi trovare preparati.

È chiaro che un ruolo lo deve avere anche l’amministrazione comunale. Non parliamo di tirare fuori i soldi (ci mancherebbe, con tutti i problemi che abbiamo...) ma di aprire un canale più o meno ufficiale con Aldo Spinelli per capire cosa può succedere nell’immediato futuro. D’altronde Spinelli ha dichiarato «o andiamo in serie A o chiudo i battenti» e già questo dovrebbe far alzare le antenne. Meglio non dimenticare che prevenire è sempre meglio di curare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera