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Livorno

«Ora partirò per il ritiro ma non è sicuro che resti»

di Fabrizio Pucci
«Ora partirò per il ritiro ma non è sicuro che resti»

Luca Mazzoni rivela: «La società sa tutto, senza accordo guarderemo al mercato» Garantisce per Bernardini e Moscati, parla del gruppo storico e elogia Comi

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LIVORNO. L'inizio della nuova stagione è dietro l'angolo. Le vacanze degli amaranto sono agli sgoccioli. Poco meno di una settimana e suonerà la prima campanella. Nel frattempo la società è attiva sul mercato sotto lo sguardo vigile di tifosi e giocatori.

Luca Mazzoni è l'uno e l'altro. Osserva e valuta. Scruta oltre l'orizzonte e guarda al futuro.

Iniziamo dal tuo di futuro. Resti? Spinelli ha dichiarato che con te e Ricci in porta siamo a posto...

«Di sicuro parto per il ritiro. Il presidente mi ripete che sono io a dover decidere perché ho un altro anno di contratto. Sono dell'idea che la società sappia che cosa sia giusto fare».

Ti riferisci al rinnovo di contratto che non è arrivato?

«Ripeto, la società sa tutto. Se le nostre idee collimano, bene. Altrimenti il mercato è aperto fino al 2 settembre e una soluzione soddisfacente per tutti possiamo trovarla».

Che estate è per il Livorno?

«La solita. Quella di ogni anno. Le mie sensazioni non cambiano con il tempo. In questo periodo il presidente dichiara sempre di volere lasciare, ma poi resta per cui – come ogni tifoso – mi sono abituato a queste dinamiche. Dobbiamo riconoscergli comunque che sta lavorando per costruire la squadra anche se è molto improbabile che partiamo per il ritiro con il gruppo al completo».

Questo comunque, va detto, succede a molte squadre...

«È vero, ma dopo una settimana, dieci giorni al massimo i ranghi dovrebbero essere completati anche per dare la possibilità all'allenatore di lavorare sul materiale umano con cui affronterà il campionato. Intanto partiamo con lo zoccolo duro, il gruppo storico ormai assottigliato e tanto ragazzi giovani».

Il gruppo storico è ridotto perché il ciclo era finito, non trovi?

«Sì. E non dall'anno scorso. Quel ciclo si è concluso nell'estate del 2013, due mesi dopo la fine del campionato di serie B vinto con Nicola in panchina».

Ne sei convinto?

«Certo. Il ciclo era finito per la società perché quando arriva un direttore sportivo (Capozzucca, ndr) che non rinnova i contratti a giocatori importanti la strada è tracciata. Molti elementi di quella squadra furono mandati via salvo poi essere richiamati l'anno dopo. Purtroppo ne sono scaturite situazioni strane».

Ad esempio?

«Prendete Belingheri. Fu confermato per volere dell'allenatore Davide Nicola e poi a gennaio fu ceduto al Cesena dove ha vinto il campionato. È tornato. È stato sottoutilizzato e ora lasciato libero. E stiamo parlando di un giocatore importante che in serie B terrei sempre».

E ora – come è giusto che sia – dobbiamo aprire un altro capitolo.

«Sì. E non sarà facile. Dobbiamo ripartire da capo. E le prime mosse non mi sembrano incoraggianti».

A cosa ti riferisci?

«Ho sentito discorsi strani sul capitano. Mettere in discussione Luci non è di certo il miglior modo per ricominciare l'avventura».

Luca, questa è pure l'estate del caso Catania. Che idea ti sei fatto?

«È una brutta storia nella quale sono stati tirati dentro anche Bernardini e Moscati. Io conosco bene Alessandro e Marco e su di loro ci metto la mano sul fuoco. Non esiste al mondo che possano essere coinvolti in quel casino e mi spiacee che siano finiti dentro una storia che non li riguarda. Sono ragazzi puliti, onesti, perbene. Lo ripeto fino alla noia, su di loro non ho alcun dubbio».

Parliamo del Livorno che verrà. Ti piacciono i primi arrivi in amaranto ?

«Non conosco Ricci e Palazzi Posso esprimermi su Schiavone e Comi. Il centrocampista ex Modena è un giocatore valido, di categoria. Gianmario mi piace molto. È un ragazzo serio che si impegna sempre e non si tira mai indietro. È uno che dà il massimo. Piacerà ai nostri tifosi. E poi mi dicono che nello spogliatoio si fa voler bene. Non è un piantagrane e dà una mano anche nel caso in cui il sui minutaggio scenda».

Già, perché servono anche uomini importanti dento lo spogliatoio.

«Sì, e Comi è un giocatore da Livorno. Se continuiamo a prendere giocatori con questi valori umani può nascere una buona squadra».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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