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Spiraglio azzurrino, ma forse non basterà battere l’Inghilterra

Spiraglio azzurrino, ma forse non basterà battere l’Inghilterra

Pareggio stretto col Portogallo, la U. 21 in parte si riscatta Adesso però la strada verso la semifinale è in salita

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PRAGA. Non siamo ancora a casa, ma sarà molto difficile levarci le penne e strappare la qualificazione: dopo il pareggio contro il Portogallo alla Under 21 di Di Biagio resta solo una chance, battere l’Inghilterra nella terza e ultima partita del girone; ma contemporaneamente bisognerà che i portoghesi e la Svezia non facciano la più classica delle “torte”, perché in caso di pareggio saranno proprio Portogallo e Svezia ad andare in semifinale, e l’Italia a tornare tristemente a casa.

«Stavolta la mentalità è stata giusta e la partita buona, non posso rimproverare granché alla squadra, tranne il fatto che senza vincere non si va da nessuna parte. Speriamo di riuscirci con gli inglesi e che le cose vadano per il verso giusto. Di sicuro ce la giochiamo fino in fondo». Così commenta il ct Di Biagio, e l’analisi è giusta: la semifinale è appesa ad un filo esile ma all’opaca e stolta prestazione vista con la Svezia gli Azzurrini si sono almeno in parte riscattati. Purtroppo nello stadiolo di Hradište, sotto gli occhi del ct dei grandi Antonio Conte, ancora una volta è mancata la concretezza e soprattutto è mancato il gol.

Biagio insiste col 4-3-3 ma dopo la lezione subìta con gli svedesi, rivoluziona il centrocampo: dentro Cataldi in regia al posto di Viviani, Crisetig e Benassi intermedi a rimpiazzare Baselli e lo squalificato Sturaro. Novità anche in difesa, dove il capitano Bianchetti cede il posto a Romagnoli al fianco di Rugani. Resta invariato l’attacco, con Berardi e Battocchio ai lati di Belotti unica punta. Un’Italia che parte più aggressiva e volenterosa, anche più accorta però nel contenere i tecnici play portoghesi. In 45’ l’Italia crea il doppio di quanto costruito con la Svezia, ma all’intervallo resta la sensazione di un 4-3-3 ancora troppo sterile di idee sull’ultimo passaggio. Pronti via e Benassi impegna subito Josè Sà con un gran tiro dalla distanza che viene deviato in corner. Al 6’ Berardi intercetta un pallone in mezzo al campo e non ci pensa due volte a lanciare Belotti, il diagonale del rosanero non è irresistibile e il portiere lusitano respinge ancora. Al 20’ ancora Berardi dalla destra serve senza guardare in mezzo, Josè Sà è decisivo nel togliere la sfera dai piedi di Belotti. Al 27’ ancora Italia: Berardi conduce il contropiede, Benassi sulla ribattuta prova ad impattare di prima ma Josè Sà è ancora salvifico nel toccare la palla in corner. L’Italia meriterebbe il vantaggio ma al 35’ è il Portogallo ad andarci vicino col talentuoso Joao Mario.

Nessun cambio nella ripresa, si riparte e l’Italia prova anche dalla sinistra e proprio da quella parte, in avvio, va subito vicina al gol con la traversa che dice di no a Belotti. Al 10’ ancora Benassi prova dalla distanza e sfiora il palo, nel frattempo Rui Jorge tenta di dare più peso in avanti inserendo Paciência per Rafa Silva; Di Biagio risponde con Bernardeschi al posto dello spento Battocchio. Nell’ultima mezz’ora cresce Silva e cresce tutto il Portogallo, l’Italia sciupa un’altra grossa chance all’84’ con Berardi ma è stremata, negli ultimi minuti rischiamo la beffa ed è bravo Bardi all’89’ a salvare su Medeiros.

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