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Livorno

«Io mi fiderei di Spinelli e Panucci...»

di Fabrizio Pucci
«Io mi fiderei di Spinelli e Panucci...»

Intervista a Daniele Barone, volto di Sky della serie B. «Spendere tanto non vuol dire vincere, e Christian è una garanzia»

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LIVORNO. “Il Livorno viaggia veloce verso la serie A”. È il 20 giugno 2009. Martin Bergvold ha appena segnato il gol della sicurezza nella finale playoff con il Brescia e il telecronista Sky Daniele Barone commenta il 3-0 con questa frase da brividi.

Il giornalista abruzzese è il volto più famoso della serie B di cui è profondo conoscitore e icona. Il primo giorno d'estate è buono per gettare uno sguardo al campionato che verrà con particolare riferimento al Livorno.

Quest'anno Spinelli è ancora più parsimonioso del solito. C'è preoccuparsi ?

«Quando arriva la primavera Spinelli manifesta sempre l'intenzione di mollare, ma poi finisce per restare per almeno due motivi. Primo: la mancanza di reali alternative. Secondo: è un presidente battagliero e ha sempre voglia di riprovare a vincere al timone di quella che è la sua creatura e a cui vuole bene».

Certo, ma coniugare ambizioni e contenimento dei costi è un'impresa...

«È vero, ma lui è abituato a lavorare risparmiando e questo può essere un vantaggio, almeno in partenza. E poi io di grandi ricchezze in giro non ne vedo. Tutti, più o meno, devono porre attenzione ai bilanci. L'anno scorso solo il Bologna degli americani a gennaio ha messo a disposizione di Corvino un budget importante eppure i rossoblu sono andati in serie A per il rotto della cuffia. E non dimenticherei il Catania, che ha fatto investimenti importanti la scorsa estate e anche a gennaio per poi salvarsi in extremis».

Conosce bene Panucci. È l'uomo giusto per una piazza come questa?

«Christian ha un carattere molto forte. Da calciatore era un lottatore. Gli piace molto vincere e gli rode perdere. Ha trasmesso alla squadra questo temperamento e continuerà a farlo. Ha un passato strepitoso, ma ora deve crescere e imparare come allenatore anche a costo di commettere qualche errore. L'anno scorso ha lavorato bene. Ha perso poche partite ed è uscito dai playoff all'ultima giornata. Ha avuto la sfortuna di perdere Siligardi nell'ultimo mese di campionato. Se Luca non si fosse infortunato il Livorno sarebbe entrato nella griglia degli spareggi anche perché quel punticino che è mancato se lo sarebbe senza dubbio conquistato».

Christian ha sposato la politica della società: pochi investimenti e largo ai giovani. Lei è convinto?

«Io ho una certezza: i verbi “vivacchiare” e “accontentarsi” non possono essere accostati a Christian. Lui è uno che vuole fare le cose perbene. Da questo punto di vista è una garanzia per i tifosi amaranto».

Allarghiamo il nostro orizzonte. Si profila una A2?

«Può essere anche se quella definizione è legata soprattutto alla stagione 2006/07 quando in B c'erano Juventus, Napoli e Genoa. Di certo quest'anno a livello di organico ci sono piazze importanti come Catania, Salerno, Bari, Cagliari, Cesena e – se ce la fa – Parma. Non dimentico neanche le tre abruzzesi . La composizione di questa B è intrigante».

E imprevedibile...

«Questa è la peculiarità e la forza della B. Al piano di sopra ad agosto sai che se non vince lo scudetto la Juve, se lo aggiudica un'altra big e non è difficile indovinare quale. Qui no. L'anno scorso sono salite Carpi e Frosinone che all'inizio erano date in terza o quarta fascia. È il bello della serie B».

È per questo che Sky ha puntato forte su questo campionato?

«Sì. Abbiamo fatto uno sforzo economico e ci siamo aggiudicati per i prossimi tre anni i diritti della serie B che quindi sarà visibile solo su Sky nel pacchetto calcio. Credo proprio che sarà una scelta vincente perché l'interesse dei tifosi è assai elevato. Questo è il campionato dei campanili. Ci sono metropoli, ma anche città piccole. È chiaro che non tutte le partite potranno avere il fascino della serie A, ma questo non ha inciso affatto sulla scelta di dare ampio spazio a questo torneo bellissimo e avvincente».

Torniamo al calcio giocato. Siamo in tempo di mercato. Consigli per gli acquisti?

«È sempre molto complicato fare nomi. Mi piace pensare che la B continuerà ad essere lo spazio nel quale possono crescere, maturare e migliorare giovani talenti. Da qui sono passati Immobile, Insigne, ma pure Florenzi e Bernardeschi. Sono certo che saranno scoperti altri ragazzi».

Il campionato inizia tra due mesi, ma è già possibile individuare le big della prossima B?

«Il Cagliari che ha chiuso l'acquisto di Melchiorri dimostra di avere ambizioni di un certo livello. Certi giocatori vanno solo in squadre importanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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