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Il parquet, i canestri, sei anni dopo
Al Modigliani Forum si rivede il basket grazie alla nazionale sperimentale. Tra nostalgia e speranza
LIVORNO. A rimetterci piede oggi, dopo più di sei anni, viene un po' di magone. Se poi pensi che l'ultima partita che ci avevi visto e commentata era contro Reggio Emilia e che quelli oggi si stanno giocando lo scudetto mentre qui il basket è diventato roba di nicchia, il magone cresce ancora di più.
Correva l'anno 2009, 26 aprile per l'esattezza. Sono passati poco più di sei anni, ma sembra un secolo. Livorno giocava contro Reggio Emilia, appunto, l'ultima partita della regular season di A2 e vinse anche (90-86) ma non bastò. Finirono in cinque a quota 30 e l'Energetic fu la prima delle non ammesse ai play- off. Poco più sopra (34 punti) c'era Sassari, altra finalista scudetto di questi giorni, addirittura sotto (28) Venezia che si è dovuta “accontentare” della semifinale per il titolo e poi Cremona, Pistoia, tutte piazze ora stabilmente in serieA.
Questo per dire che la crisi ha picchiato duro ma a Livorno, nel basket come in altri settori anche più importanti, ha picchiato più duro che altrove. Il basket di vertice a Livorno finì quel giorno lì e lo splendido impianto di Porta a Terra, il più bello d'Italia secondo alcuni, non sentì più il “tump tump” che fa il pallone quando rimbalza sul parquet. Anzi, da allora, il parquet è stato più smontato che al suo posto, perché non serve, anzi si sciuperebbe, quando ci sono concerti o manifestazioni di genere vario.
Per rivederlo in versione basket, che poi è quella per cui venne pensato e costruito una vita fa (non dimentichiamo che dalla prima pietra all'apertura passarono 17 anni), per poter rialzare gli occhi verso il meraviglioso cubo segnapunti appeso al soffitto di legno c'è voluto il raduno a Livorno della nazionale sperimentale, un progetto che la Federazione Italiana Pallacanestro porta avanti da quattro anni e che è stato “copiato” anche da altri Paesi.
Ne è guida tecnica coach Luca Dal Monte (assistente Attilio Caja) sotto la supervisione del capo allenatore della nazionale maggiore Pianigiani, visto per tre giorni a Livorno in questa settimana. «Non è una nazionale B – spiega Dal Monte – e nemmeno una nazionale giovanile anche se, ovviamente, cerchiamo di selezionare giocatori che non abbiano più di 22 anni. Si tratta di lavorare su un gruppo di una quindicina di atleti fra i quali siamo certi che più d'uno presto entrerà a far parte della Nazionale senza aggettivi. Basta ricordare che da questo progetto sono usciti giocatori come Cerri, Polonara, Gentile per capirne la validità».
A scorrere il roster dei convocati si trovano nomi già noti a livello di serie A come Imbrò (Bologna) e il pisano Tessitori (Caserta), altri che già recitano da protagonista in Legadue (il figlio d'arte Tonut, l'altro bolognese Landi e il fiorentino ex Mens Sana Mattia Udom, fino a pochi giorni fa in campo per Agrigento nella serie finale per la promozione in serie A.
Il programma prevede la permanenza a Livorno fino a lunedì, poi un quadrangolare in Svizzera con Belgio, Germani e i padroni di casa, quindi una summer league a Roma contro una selezione Usa, un po' di riposo e poi verso metà luglio una trasferta in Cina per un altro quadrangolare.
Dal Monte chiude con un augurio. «Mette tristezza pensare che un impianto bello come questo non viva il basket tutto l'anno. Qua c'è tradizione, passione, Livorno è la città con più allenatori fra A e A2, altre piazze che avevano perso la serie A l'hanno ritrovata, toccherà anche a Livorno».
E pensare che la A2 2015/2016 sarà un campionato bellissimo, per certi aspetti anche più interessante della serie A perchè è il vero campionato italiano. Ci saranno piazze come Trieste, Verona, Treviso, Bologna (sponda Fortitudo), la rinata Siena, tifoserie che si spostano numerose e che portano danaro nelle città dove vanno a seguire la squadra del cuore. Ma ci saranno anche piazze come (con tutto il rispetto) Recanati, Legnano, Omegna, Tortona. Possibile che non ci sia posto per Livorno?
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