L’Italia rubacchiò nel 1934, poi ha subìto parecchie angherie
L’Italia forse sconta un peccato originale, quello di avere rubacchiato il suo primo titolo mondiale, quello conquistato in casa nel 1934 davanti a Mussolini che ovviamente se ne pavoneggiò a lungo...
L’Italia forse sconta un peccato originale, quello di avere rubacchiato il suo primo titolo mondiale, quello conquistato in casa nel 1934 davanti a Mussolini che ovviamente se ne pavoneggiò a lungo dando anche un’idea a diversi futuri dittatori: il pallone rende eccome.
Fu una vittoria fortunata in finale con la Cecoslovacchia (2-1 ai supplementari dopo essere stata in svantaggio fino a dieci minuti dalla fine) ma soprattutto a destare sospetti furono le partite precedenti: il quarto di finale contro la Spagna e la semifinale contro l’Austria, squadre obbiettivamente superiori alla Nazionale di Pozzo che vennero battute 1-0 con due gol irregolari per falli subìti dai portieri avversari per mano dell’astuto Meazza.
Dopo quel trionfo discusso, in verità, l’Italia dimostrò la sua forza andando a vincere quattro anni dopo in Francia con un gran gioco e malgrado il clima ostile. E lì è cominciato un lungo periodo grigio che si è concluso solo nel 1982 con il terzo titolo conquistato in Spagna con la guida di Bearzot. Un’Italia spesso deludente ma altrettanto spesso bistrattata dagli arbitri e poco amata dal Palazzo: successe in Cile nel 1962 col famigerato arbitro Aston, in Inghilterra nel 1966, in parte nel 1978 in Argentina. Ma è capitato anche dopo, a Usa ’94, in Francia nel ’98 e soprattutto in Corea nel 2002 con l’altrettanto famigerato Moreno. Nel 2006 gli azzurri con Lippi trionfarono a Berlino ma Blatter non si fece vedere alla premiazione ed ebbe parole velenose. Anche nell’ultimo Mondiale in Brasile l’Italia non è stata certo aiutata con l’Uruguay.
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