Il Tirreno

Livorno

Tante partenze ma con poche lacrime

di Alessandro Bernini

Chi resta, chi va, chi è in bilico: ecco come può nascere il Livorno del futuro. Ma Spinelli deve chiarire il suo progetto

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LIVORNO. Poche conferme, tanti addii. Non c’è ancora il nuovo allenatore del Livorno (o meglio, ci sarebbe visto che Panucci è sotto contratto, ma Aldo Spinelli non la pensa allo stesso modo) eppure esiste già un quadro abbastanza delineato di chi indosserà ancora la maglia amaranto e chi invece ci saluterà senza troppi rimpianti da parte nostra.

CHI RESTA

Un nome su tutti Daniele Vantaggiato. Campionato super, e non parliamo solo dei gol: il suo spirito da combattente ha conquistato i tifosi del Livorno. A volte basta poco... Il contratto andrà depositato in Lega entro fine giugno, poi è probabile un adeguamento al rialzo del contratto.

Resta sicuro anche Alessandro Lambrughi (un altro dei pochi che si è salvato), così come Andrea Luci che finalmente adesso avrà tempo di curarsi un ginocchio che non sta ancora bene. Emerson ha ancora un anno di contratto e verrà rispettato, Jelenic ha lo stesso tipo di accordo di Vantaggiato e anche per lui è garantita la conferma. A meno di richieste, resterà Biagianti che ha ancora un anno di contratto, sicura la conferma di Gonnelli che potrebbe trovare più spazio.

Quanto ai portieri. Mazzoni ha firmato una buona stagione anche se quel colpo di testa alla fine del match contro il Vicenza gli è costato molto a livello di immagine. Occhio al giovane Cipriani, è molto stimato e il Livorno lo ha riscattato.

CHI PARTE

La lista è lunga e non vediamo un nome la cui partenza ci faccia strappare i capelli. Anzi. Eccoli qua: Empereur, Strasser, Rivas, Belingheri, Bastianoni (peccato per l’infortunio) , Djokovic, Appelt Pires, Galabinov, Jefferson, Mosquera e Siligardi.

Qualche distinguo. Ci spiace per Mosquera perché è un ragazzo con qualità, ma a quanto pare l’infortunio ha lasciato un segno indelebile nel suo fisico. Siligardi in B è un fuoriclasse ma ha fatto la sua scelta, e chi non vuole stare a Livorno si può accomodare fuori. Ora andrà al Verona, ma chissà che non finiscano per girarlo in prestito da qualche altra parte (Bari?).

IN BILICO

Partiamo da un nome che può sorprendere: Federico Ceccherini. Sembrava una delle conferme sicure ma non è così. C’stato qualche problema nella sua gestione, compreso un pesante screzio con un compagno alla vigilia di Pescara-Livorno. Tecnicamente è forte, molto forte, ma deve esserci al 100% con la testa. Per questo in società stanno valutando se, per il suo bene, sia meglio lasciarlo andare, anche in prestito eventualmente. Caso spinoso.

Bernardini è in scadenza, non si trova l’accordo per il rinnovo, addio probabile ma non sicuro anche perchè piace molto a Panucci. Stesso discorso per Gemiti: contratto scaduto, si valuta se (a cifre basse) possa andar bene per fare l’esterno sinistro di riserva.

Più complesso il discorso relativo a Moscati: ha ancora 4 anni di contratto, per lui ottimo inizio di stagione ma poi non ha spiccato il volo come ci si attendeva. Guai dimenticarsi comunque che ha solo 22 anni. Si attende un colloquio tra giocatore e società.

Infine Maicon. Ragazzo di grandi mezzi atletici, di buoni mezzi tecnici, ma da inquadrare a livello di testa. È però uno dei pochi amaranto ad avere un po’ di mercato e rischia quindi di essere sacrificato se arriva una buona offerta.

SPINELLI E GLI INVESTIMENTI Questa è la situazione. Alcune voci che arrivano da addetti ai lavori ci piacciono poco, la linea sarebbe ancora dell’autofinanziamento ovvero mercato a costo zero e introiti (tv, Lega, incassi) usati per coprire le spese di gestione (dagli stipendi a tirare giù). Se questo è il progetto, si va poco lontano.

Già a livello di presenze allo stadio siamo ai minimi storici, se poi manca anche un briciolo di ambizione e voglia di rilanciare il Livorno, allora siamo destinati a finire sul carrello dei bolliti. Piuttosto si dica: siete una città di serie B (è vero), un pubblico da serie B (in questo momento sì), vi sta già larga la serie B. Ne prenderemo atto e ci faremo tutti insieme una riflessione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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