Il Tirreno

Livorno

Quel vecchio tempio della Pielle ora è diventato Casa Libertas

di Francesco Parducci
Quel vecchio tempio della Pielle ora è diventato Casa Libertas

La palestra di via Cecconi, storica sede dei colori biancoazzurri, è stata tappezzata di gialloblù È un po’ come se nella vecchia sede della Cgil tu trovassi appesa al muro l’immagine di Marchionne

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LIVORNO. Arrivi alla conferenza stampa delle Libertas e il primo pensiero è quello di aver sbagliato indirizzo o orario o società. Lo scatolone di ferro, ovvero la palestra di via Cecconi che era quartier generale e ritrovo e cantera delle giovanili Pielle, quello dove Paolo Cianfrini allevò Bonaccorsi e Tosi e Aldi e Graziani per portarli alla vittoria di due titoli nazionali, quello dove, anni dopo, la stessa cosa fece Luca Bechi con Giachetti e Marmugi e Cappa, ora si chiama, con tanto di cartello appena entrativi dentro “Casa Libertas”, né più né meno. E, in alto, giganteggiano poster di gente che in quel tempio del basket, quando quelle foto stesse vennero scattate, non era particolarmente amata, tipo Jeelani e Fantozzi, Carera e Tonut, Alexis e Binion.

Il biancazzurro imperante cambiato in gialloblù, quasi come se una Casa del Popolo mutasse di padrone e le foto di Berlinguer venissero sostituite, da un giorno all'altro, da quelle di Berlusconi o se in un'ex sede della Cgil ora tu trovassi l'effigie di Marchionne. Fa effetto, inutile negarlo, a chi in quello scatolone c'era stato volte millanta in altre vesti, tifoso, genitore di giocatore, giornalista anche ma per raccontare altre storie, di diverso colore vestite. Ma indirizzo e orario sono quelli giusti e allora, tirato un bel respiro, quasi a farsi coraggio, si sale al primo piano della vecchia palazzina dove, fatto un po' di slalom fra utenti in attesa di presentarsi a un Caf che lì trova sede, si accede alla saletta dove la conferenza sta per partire, introdotta dal nuovo addetto stampa Alessandro Guerrieri.

La notizia era già trapelata attraverso i canali di radiobasket, emittente sempre assai seguita a Livorno. Il 28 maggio, nel corso dell'open day riservato al minibasket gialloblù, due tuffi nel passato nel tentativo, appunto, di riallacciare un legame fra i tempi gloriosi e quelli attuali assai più grami: presentazione (alla presenza dell'autore) del libro di Alberto Bucci “Fuori Tempo” e ritiro delle maglie di Guidi e Fantozzi, simboli di due decenni Libertas, quello della scalata e quello del radicamento in serie A. Da oggi nessuno mai potrà più giocare, in Libertas, con le maglie n. 10 e 11.

Gabriele Pardini, vicepresidente della società e allenatore della prima squadra, spiega i perchè dell'iniziativa. «Quando si ha un passato glorioso questo non va dimenticato ma anzi ricordato a tutti, bisogna riallacciare i fili con quei tempi, ritrovare le radici. Lo dico io che di quegli anni non posso aver memoria perché ero appena nato». E “Tazza” Guidi, presente, si dichiara emozionato e onorato. «Quasi non ci credevo, quando mi è stato detto. Un grande onore che spero possa ripetersi in futuro per altri giocatori».

Parla anche Riccardo Rossato, il proprietario della struttura al quale si deve un efficace restyling della stessa e che annuncia un progetto a breve per la costruzione di nuovi spogliatoi. «Voglio spendere - dice - anche una parola per chi in questa sede c'è stato per tanti anni e fino a pochi mesi fa, cioè la Pallacanestro Livorno alla quale auguro le stesse fortune che auguro alla Libertas. Credo anzi che se le due squadre si ritrovassero a competere nello stesso campionato (leggi, ripescaggio della Pielle), sarebbe un gran bene per tutto il basket livornese». Impossibile dargli torto.

A margine c'è anche modo per carpire qualche notizia più legata all'oggi che all'ieri. Il campo di gara della prima squadra non sarà più la Gemini che rimarrà nella disponibilità, ancora per qualche mese, massimo un anno, ma solo per il minibasket. Si pensa, per le gare interne, al PalaCosmelli, pur con tutte le difficoltà che deriveranno dalla coabitazione con Us Livorno e Pielle. Walter Angiolini (stanco delle promesse mancate da parte di qualcuno?) cambia casacca e diventa primo assistente di Pardini nonché coach dell'under 20, formazione di punta del settore giovanile. Scarne, per ora, le notizie sulla composizione della prima squadra. Si riparte da Edo Nesti, Izio Giusti è dato alla Labronica, Dell'Agnello dopo lo strepitoso campionato è giusto che provi a giocarsi la carta di una serie superiore. Ma se non dovesse riuscirci... E poi giovani, tanti giovani come accaduto quest'anno.

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