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Livorno

DA PROTTI A LUCARELLI

Quando troppo amore ti fa perdere il controllo

Quando troppo amore ti fa perdere il controllo

LIVORNO. Che cosa può scattare in giocatore, un professionista, per perdere la testa in questo modo? Luca Mazzoni ha sbagliato, l’ha capito, si è scusato. Cercare di giustificarlo è impresa titanica...

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LIVORNO. Che cosa può scattare in giocatore, un professionista, per perdere la testa in questo modo? Luca Mazzoni ha sbagliato, l’ha capito, si è scusato. Cercare di giustificarlo è impresa titanica e forse senza senso.

Va detto però che non è la prima volta che giocatori molto attaccati alla maglia sbroccano. Eccessiva tensione, peso della responsabilità, le cause possono essere molteplici. Ma non può essere un caso quando la storia si ripete più di una volta.

Ricordate Igor Protti. Era il 31 gennaio 2000, Livorno-Pisa (finì 1-1): Igor prese una testa una testata da Dario Rossi, il guardalinee vide solo la reazione del 10 amaranto che a quel punto perse la testa. Se il guardalinee è ancora vivo, deve ringraziare Bortolazzi. Questo era Igor, un ultras d’altri tempi con la maglia del cuore indosso. Prese 10 giornate di squalifica, la Disciplinare le ridusse a 9, poi la Caf addirittura a 6.

Qualcosa del genere, anche se più soft, è successa anche con Cristiano Lucarelli. Tempi più recenti, 17 dicembre 2006, Livorno-Lazio al “Picchi”. Cristiano andò fuori di senno quando vide Pandev andare ad esultare sotto la Curva Nord: partì come un tir, investendo Pandev che fece la fine di un ape 50. Sangue dal naso del laziale e buon per lui che Tommaso Rocchi fermò Cristiano. A Lucarelli però andò bene, l’arbitro vide poco o fece finta di non vedere, fatto sta che il capitano prese solo un cartellino giallo.

Adesso è successo a Mazzoni. Chiaro che non abbia carisma, storia e pedigree di Protti o Lucarelli, ma anche lui è uno che ci tiene da matti alla maglia. È un livornese. Coi suoi difetti e i suoi eccessi. Ma è un livornese. (a.b.)

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