«Li vedevo in tv, ma così dal vivo...»
Emozione e tanta gioia. «Queste foto le terrò per sempre»
APPIANO GENTILE. «Vai Profeta...». Gabriele ha 11 anni, è interista e scruta ogni angolo della Pinetina con i suoi occhi nerazzurri. Lo ha svegliato babbo Gianni alle 4.15: niente colazione, la prima tuta trovata nell’armadio e poi di corsa in macchina, verso il pullman targato Il Tirreno.
Ora il gruppo amaranto è dietro una siepe, i bambini osservano incantati. È lì che si avvicina Hernanes, insieme a Samir Handanovic, per dissetarsi. Ed è lì che Gabriele Sant si lascia andare, da buon livornese. Il trequartista brasiliano sorride, bastano pochi secondi per capire che è un ragazzo eccezionale. «Eh no, ora no – risponde – non posso».
Il sorriso del Guaro. La giornata era partita con la visita della sala conferenze della Pinetina, tra un caffè e una spremuta. «Entrare qui è emozionante, avevo visto questo posto solo in tv», dice Luis Athos Vierucci, 10 anni. Che poi segue il riscaldamento e la partitella, sul campo principale, insieme ai suoi sette baby compagni di viaggio, quasi tutti conosciuti poche ore prima sul pullman. Lukas Podolski colpisce clamorosamente il palo, allora alcuni urlano: «Vai Poldi!». Il tedesco si era sbloccato la sera prima, con l'Udinese, ma il carattere è quello, chiuso e freddo. Dopo la partitella, infatti, è l’unico che non si ferma dai bambini. Ci pensano gli altri a firmare autografi e a restare negli smartphone dei genitori. Fredy Guarín è il primo e, alla fine dei conti, il più gentile: sorrisi, scatti e dediche. Poi ecco Danilo D’Ambrosio, Joel Obi, Davide Santon, Felipe e Marcelo Brozovic. «In allenamento sono stati forti – il commento di Julien Miccoli, 11 anni – e questi autografi li appenderò in camera».
Il capitano, Shaq e il Mancio. «Andrea! Andrea!», urlano i bambini poco dopo. Sì, c'è Ranocchia, il capitano. Altre foto, altri autografi, altri ricordi. Poi tocca ai portieri (Juan Pablo Carrizo e Tommaso Berni) e ai giovani (Federico Bonazzoli e George Puscas). Infine, il piatto forte: prima si ferma il giocatore più atteso, Xherdan Shaqiri, poi tutti da Roberto Mancini per una foto di gruppo da incorniciare. «Da interista è ancora più bello essere qui – confessano Tommaso Orlandini, 10 anni, e Giulio Simonetti, 11 – l’emozione è doppia».
Eppure, in mezzo al gruppo, c’è anche qualche juventino. Come Pietro Simonetti, il più piccolo: «È stato bellissimo incontrare i giocatori dell’Inter, ma…». Ma il calcio è passione anche a 8 anni.
E le bimbe... Completano il gruppo due bambine. Una si chiama Anna Stankovic, ha 12 anni e gioca tra le Pulcine del Calcio Femminile Livorno Sorgenti. Beh, era prevedibile, visto il cognome…
«Già – racconta – e spero proprio che il prossimo anno Dejan torni qui, all’Inter, nella mia squadra del cuore». L’altra, Martina Stiaccini, ha 2 anni in meno e arriva dal nuoto. «Il calcio non è la mia passione principale – ammette – comunque vado sempre a vedere il Livorno allo stadio». Ma la visita alla Pinetina le resterà comunque nel cuore.
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