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Livorno

Il Pisa fa il compitino e i playoff volano via

di Antonio Scuglia
Il Pisa fa il compitino e i playoff volano via

Ad Ancona solo il lampo di Iori: pari inutile e deludente

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ANCONA. Il Pisa getta alle ortiche l'ennesima occasione, a questo punto l'ultima, che il campionato gli offriva: in una gara peggio che opaca ad Ancona, alla prima vera palla gol i nerazzurri passano in vantaggio con Iori al 27' della ripresa (irruzione in mischia sottoporta dopo un colpo di testa di Lisuzzo su corner di Costa dalla sinistra) ma vengono raggiunto dopo soli 7 minuti da Tavares appena entrato. In quel breve periodo il Pisa era a -1 dalla Reggiana, che stava perdendo in casa 2-0 con il San Marino.

FLIPPER IN CLASSIFICA. Giusto per farci del male ricordiamo la classifica così come si presentava al 33’ st: Reggiana 59, Pisa 58, Spal 56.

La Reggiana - ben altra tempra - poi ha rimontato clamorosamente nell'ultimo quarto d'ora (con due gol nel recupero), vincendo addirittura al 96' e portandosi a +6 dai nerazzurri a due giornate dalla fine (e con una differenza reti favorevole di 9 gol). La Spal intanto, con il Pisa raggiunto e la Reggiana in quel momento perdente, ha ribaltato il risultato a Carrara anch’essa con due gol dopo il 90’. Insomma, delle pretendenti al terzo posto, due su tre hanno fatto un finale di gara con il coltello fra i denti. La terza, ovvero il Pisa, ha continuato a fare il compitino sino al “game over” finale del signor Dionisi. Ora solo la matematica tiene in gioco il Pisa per i playoff, e anche quella tiratissima per i capelli.

LA PARTITA. Ritmo da scapolo-ammogliati per tre quarti del match. L’Ancona scendeva in campo con il previsto 4-1-4-1 e tenendo a riposo qualche senatore in diffida che vorrà utilizzare al meglio sabato prossimo, per tentare di certificare la non-promozione dei rivali storici dell’Ascoli in B. Sampietro giostrava davanti alla difesa, Paponi era l’unica punta.

4-4-2 come da pronostico per il Pisa; la novità era Ricciardi schierato come esterno destro di centrocampo, reparto nel quale ancora una volta non ha fatto la sua comparsa Caponi. Una sola occasione per parte nel primo tempo, bella quella del Pisa al 27’ (cross di Pellegrini e inzuccata alta di Arma in bello stacco)ma grossa anche quella dei locali al 43’ con Dierna che ha mancato la deviazione vincente n spaccata a porta vuota su un cross dalla sinistra.

Intanto la Reggiana e la Spal stavano perdendo. Si pensava che la notizia portasse adrenalina negli spogliatoi ma non era così, e la prima metà del secondo tempo era talmente sonnacchiosa che in tribuna si è sentito distintamente un «Possiamo cambiare canale?». Ma al 27’ (nel Pisa era da poco entrato Finocchio) sembrava cambiare la gara e con essa il campionato: corner di Costa dalla sinistra, schiacciata di testa in mischia di Lisuzzo e sul pallone si avventava Iori per lo 0-1. Cornacchini cambiava modulo inserendo la seconda punta, Tavares, e la mossa era vincente perché così al 34’ Paponi finalmente trovava un compare con cui dialogare, liberandolo di testa al limite dell’area: destro poderoso e palla in fondo alla rete. Il resto della gara? Pura accademia, con un tiraccio inguardabile di Sini quasi dal dischetto dopo azione da corner e niente più. Mentre, appunto, Reggiana e Spal segnavano e risegnavano contro San Marino e Carrarese.

NO RITMO. Cosa è mancato ieri al Pisa? Tutto. Ha sottolineato Amoroso a fine gara: «E' stata una partita disastrosa, nessuno è stato in palla, tutti hanno giocato male quindi può essere che io abbia sbagliato a parlargli nel pre partita. Errato approccio mentale».

Inspiegabile la passività nel primo tempo, deprimente l’incapacità di mettere in campo un po’ più di grinta nel finale contro un avversario che non regalava ma nemmeno guerreggiava. Nè servivano a qualcosa le sostituzioni di Misuraca con Mandorlini e di Arrighini con Napoli. Ancora il tecnico nerazzurro: «Siamo una squadra da sempre forte tatticamente, ma troppo debole mentalmente».

FUTURO PROSSIMO. Prossimo turno per i nerazzurri il derby casalingo di sabato alle 15 con il Tuttocuoio. Ma il campionato ormai è praticamente in archivio e la testa dei tifosi e della società va verso la prossima stagione, con la consueta (e stavolta molto gradita) rivoluzione nella rosa dei giocatori. Battini resterà in sella? Sembra di sì. Qualcuno - ad esempio Biancoforno e Ngm - gli darà una mano, evitando un brusco ridimensionamento nel budget e negli obiettivi? Speriamolo, ma le nubi sono tante e dense. Oggi intanto niente giorno di riposo: tutti convocati per un allenamento. La società ha intenzione di usare il pugno duro con tutti da qui a fine contratto, facendo rispettare i loro doveri sino in fondo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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