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Livorno

17 anni dopo l’invasione, solo 250 tifosi...

17 anni dopo l’invasione, solo 250 tifosi...

Al Curi si soffre sempre: nel 1998 fu la beffa della finalissima, ieri un pareggio col cuore in gola

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PERUGIA. Diciassette anni dopo il condominio, circa duecentocinquanta tifosi, è quello amaranto. La città – undicimila facce biancorosse - è Perugia. Parti invertite rispetto a quel 14 giugno del '98 quando i cremonesi erano in minoranza e noi lo stadio mobile. Altri tempi. Un'altra storia, ma un altro epilogo amaro. E' destino che si debba lasciare il 'Curi' con un peso sullo stomaco. Nel '98 perdemmo l'ultimo, anzi l'unico autobus per la serie B che aspettavamo da 26 anni. Ieri ci hanno – momentaneamente – sbattuto giù dal treno dei playoff. Campo maledetto, quello di Pian di Massiano dove al minuto sei del primo tempo va in scena la nemesi storica. Vantaggiato segna di sinistro su verticalizzazione di Biagianti, ma l'1-0 viene annullato per fuorigioco millimetrico. E' la fotocopia del gol realizzato nella stessa porta, sempre di mancino e nello stesso modo da Beppe Geraldi da Sciacca. Annullato anche quello e per giusta, attimo in più attimo in meno, negli stessi minuti iniziali della partita. Roba da far cascar le braccia a chi si intende e crede alla cabala. Invece stavolta il Livorno prova a spezzare l'incantesimo. Jelenic segna per davvero. I duecentocinquanta tifosi amaranti sostengono la squadra senza un attimo di sosta. Nella ripresa il Perugia attacca a pieno organico, ma non passa mai. Stai a vedere che anche stavolta il condominio ha la meglio sulla città. E invece no. Nelle favole amaranto troppo spesso vince il lupo cattivo. Punizione mezza inventata dall'arbitro. Deviazione in barriera, 1-1 e giù dal treno playoff. Vedi Perugia e poi..soffri.

Fabrizio Pucci

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