«Christian, sei bravo Ma portaci ai playoff o ti mangio vivo....»
Lo avevamo lasciato nella buia notte di La Spezia a dispensar pillole di serenità a un ambiente depresso e a rassicurare Gelain sulla solidità della sua panchina. In meno di una settimana Spinelli...
Lo avevamo lasciato nella buia notte di La Spezia a dispensar pillole di serenità a un ambiente depresso e a rassicurare Gelain sulla solidità della sua panchina.
In meno di una settimana Spinelli ha operato la rivoluzione copernicana. Secondo ribaltone stagionale, il benservito e Mister Ezio e il benvenuto a Christian Panucci. Il presidente alla fine della rumba è sereno:
«Signori – dice subito – serviva una scossa perché a Spezia ho visto una squadra molle e senza nerbo».
Già: ci sono mille modi per perdere. Venerdì abbiamo scelto quello peggiore...
«Sì. Il secondo tempo di Spezia è stato senza mordente e per noi è inaccettabile».
Eppure a caldo aveva confermato Gelain. Perché?
«Che cosa avrei dovuto fare? Ho preferito aspettare, pensare e prendere una decisione a freddo».
Ci ha pensato molti giorni. Forse si è convinto di cambiare dopo aver visto Vicenza-Catania e aver capito che la promozione è ancora alla portata?
«Non solo. Ho bisogno di vedere una squadra combattiva e non arrendevole».
Che cosa imputa a Gelain? «Devo fare una premessa doverosa. Ezio è una persona squisita, fantastica, eccezionale e mi è dispiaciuto esonerarlo, ma in alcune partite non mi ha convinto.
Anche contro lo Spezia non mi è piaciuta la formazione che aveva mandato in campo».
Da alcune settimane avevamo capito che Ezio era a rischio...
«Ho ripetuto spesso che non volevo più vedere esperimenti tattici anche perché tutte le volte che sono stati fatti abbiamo perso. Io sono fatto così. Alla prima ti perdono, alla seconda ti bastono. Gelain di cambiamenti non richiesti ne ha fatti parecchi e proprio in quelle circostanze è stato punito dal risultato. Siamo a primavera, mica a settembre. Il tempo degli esperimenti dovrebbe essere finito da un pezzo».
Ora Panucci. Perché lo ha scelto?
«Perchè è giovane e ha stoffa. Se Capello ti sceglie per fare il secondo alla Russia e ti porta ai mondiali significa che hai dei numeri. E poi il vero commissario tecnico era proprio Christian.
Lui era il tattico, allenava la squadra. Sono certo che si tratta di una scelta azzeccata. Inoltre per lui parla il curriculum. Nel calcio ha vinto praticamente tutto».
Panucci è stato un suo pupillo...
«Sì, e con lui Eranio che viene a fare il secondo. Quando ho ceduto Christian al Milan ricavai undici miliardi e mezzo, mentre Stefano me lo pagarono otto miliardi».
Qual è l'obiettivo di stagione?
«Noi avevamo preso una brutta china. Rischiavamo di perdere l'autobus dei playoff e questo sarebbe un sacrilegio. Non possiamo permettercelo. Voglio andare agli spareggi poi quello che succede da lì in poi lo scopriremo solo vivendo. Con Christian tentiamo il tutto per tutto».
Panucci ha personalità e grinta. Può essere l'uomo giusto proprio per questo?
«Sì. Deve mordere le orecchie e le caviglie a questa squadra.
Se non mi porta ai playoff me lo mangio vivo. Lui, ma anche Eranio».
Christian ha firmato fino a giugno 2016. Un bel segnale di programmazione...
«E' così. Panucci me lo tengo stretto perché credo molto in lui».
Dicono che per Panucci abbia spinto molto anche suo figlio Roberto. E' vero?
«Sì, ma sul nome del nostro nuovo allenatore c'è stata immediata sintonia da parte di tutti».
Sabato con il Cittadella inizia un nuovo campionato? «Sì. Questo è un momento molto delicato e dobbiamo stare tutti uniti al fianco della squadra e di Panucci, uno che in caso di necessità sa usare anche il pugno di ferro. Ecco perché sono convinto della scelta che abbiamo fatto».
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