Tuttocuoio concreto con la Reggiana è un pari pesante
I neroverdi di Alvini tengono testa a una delle grandi Un bel gol di Tempesti in risposta al vantaggio ospite
PONTEDERA. Il giudizio più lusinghiero alla prestazione del Tuttocuoio con la Reggiana lo fornisce lo stesso allenatore granata, Alberto Colombo: «Per noi questo è un punto d’oro, conquistato con sudore e fatica, contro una squadra che darà fastidio a tutti». Analisi perfetta da parte del tecnico di una delle formazioni migliori del girone. Proprio la forza degli avversari rende ancora più saporita la gara dei ragazzi di Massimiliano Alvini, a tratti entusiasmanti e spettacolari, capaci di mettere nell’angolo una squadra che occupa stabilmente i piani alti della classifica. Un pari giusto considerato che, dopo aver rimontato il gol di Ruopolo con Tempesti e aver sfiorato il sorpasso con Zanchi, il Tuttocuoio trema insieme all’incrocio dei pali centrato ancora dal centravanti avversario nel finale con una punizione-missile. Insomma, il fatto che si muova la classifica dei pontaegolesi è, con altre sei partite da giocare (di cui un recupero, a L’Aquila, il 25 marzo) prima di Pasqua, una notizia molto importante a questo punto della stagione.
Avvio in salita. E dire che la gara dei padroni di casa era cominciata come un Pordoi da scalare con una Graziella. Alvini dirà che i suoi ragazzi avevano in testa la partita dell’andata, quando la Reggiana li avevano battuti per 2-0. Il timore reverenziale, unito a un alto tasso di aggressività degli ospiti mandano subito in tilt i locali che sbagliano molto in fase di costruzione del gioco. Siega e Messetti, che giocano ai lati di Ruopolo ma che ripiegano anche sulla mediana, chiudono le linee di passaggio alla retroguardia neroverde e a Gargiulo, riconquistando palla con sistematicità. In questo avvio da incubo la Reggiana cala il carico passando subito in vantaggio con lo stesso Ruopolo. Sembra un’impresa impossibile, ma tre episodi cambiano l’inerzia del match, mettendo le ali ai neroverdi. Prima Colombo colpisce il palo dando coraggio ai suoi, poi la Reggiana perde due pedine per infortunio (Vacca e Rampi), ma riorganizzandosi non trova la chiave per fermare le due catene laterali avversarie che cominciano a ingranare. Superiorità sulle fasce capovolta, Tempesti si muove tanto, Colombo le prende tutte di testa e il Tuttocuoio vola, senza però trovare il guizzo giusto per far male a Feola che si supera per respingere una punizione dello stesso Colombo.
Entusiasmo e paura. Alvini (con solo un golfino addosso) si gasa sotto la pioggia, mentre i suoi ragazzi ricominciano la ripresa con più verve. La Reggiana, invece, è in apnea. Rincula lasciando il solo Ruopolo davanti. Ma come dirà l’allenatore emiliano nel dopogara, la differenza sta dal recupero delle seconde palle, che ricadono nel cuore del campo dopo un lancio lungo per la testa di Colombo, sulle quali il Tuttocuoio arriva sempre per primo. È sugli sviluppi di azioni simili che arriva il pareggio al 7’ di Tempesti, bravo a ribadire in rete di testa una respinta su tiro violento e improvviso di Mulas, e per poco il sorpasso con Zanchi che si vede respingere da Feola un colpo a botta sicura da distanza ravvicinata dopo una punizione di Colombo parata dal portiere. Inevitabilmente la fatica si fa sentire nelle gambe dei padroni di casa e la Reggiana riemerge, anche se Bacci resta sostanzialmente spettatore di un gran bailamme senza mai essere chiamato in causa. La squadra di Alvini rifiata, ma si rende comunque pericolosa, ancora con Colombo fermato sempre dall’arbitro, prima per un fallo sul portiere e poi per un fuorigioco. La Reggiana perde anche Messetti, colpito alla testa e portato in ospedale per accertamenti. La voglia di credere nel raddoppio resta intatta per i locali, ma quando Ruopolo colpisce l’incrocio dei pali per tutti è chiaro che il pari sarà il risultato migliore da portare a casa prima di pensare al tour del force decisivo per la stagione.
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