Montecatini suona la settima sinfonia
Continua la striscia di vittorie dell’orchestra biancoceleste
MONTECATINI. Nel ventoso teatro del “Mariotti”, flagellato dal grecale, l’orchestra biancoceleste esegue con diligenza, senza fronzoli e poche stecche, la settima sinfonia, riferita alla striscia di vittorie consecutive , di cui le ultime cinque senza subire reti. Poco importa se per la seconda domenica di fila, l’imprendibile Lacheheb non timbra il cartellino delle reti o se davanti alla porta avversaria il Montecatini Valdinievole è meno cinico del solito. A togliere le castagne dal fuoco alla capolista come sette giorni fa ci pensa il promettente Andreotti, classe 1996, che al 39’ sfrutta al meglio una “spizzata” di testa di capitan Cerri e con un bellissimo pallonetto fredda l’incolpevole Bonechi in uscita. Prima del gol comunque c’era stata una sola squadra in campo, quella termale, che al 9’ già andava vicino al vantaggio con Andreotti, imbeccato alla perfezione da Lacheheb. Il suo tiro di testa lambiva l’incrocio dei pali. Poi era lo stesso Lacheheb a calciare alto da ottima posizione. Nessun pericolo invece dalle parti di Colombo , grazie ad un pacchetto arretrato, ovviamente portiere compreso, comandato impeccabilmente dal gladiatorio Di Giusto che nonostante il turno over (fuori Vettori e Garbini) non concede niente agli avversari. Senza contare l’asse mediana, presidiata alla perfezione da Nardoni, signore del centrocampo, e dall’inesauribile Gialdini con Orsatti sempre pronto a sacrificarsi. Alla ripresa delle ostilità , i padroni di casa abbassano leggermente il baricentro, ma gli aretini, fra l’altro sempre in gol da dodici turni , non pungono. Anzi è invece la compagine locale ad avere le migliori occasioni in contropiede con Lacheheb , Andreotti e Cerri. Una sola volta la Bucinese , per merito di Sacconi, arriva alla conclusione pulita dalla media distanza. Colombo in parata plastica sventa in angolo. Mister Simoni, trainer ospite prima di farsi cacciare per un battibecco con alcuni atleti biancocelesti, si gioca le tre sostituzioni ma invano. Al triplice fischio, mister Maneschi fanno festa negli spogliatoi.
Roberto Grazzini
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