Il Tirreno

Livorno

Lucchese a testa altissima ad Ascoli

di Luca Tronchetti

Grassi, Perez e Tripoli decidono il match, nella ripresa colpisce Risaliti e Raicevic ha anche la palla per riaprire il match

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INVIATO AD ASCOLI PICENO. I tenori dell’Ascoli decidono una partita che la Lucchese affronta a viso aperto dimostrando di giocare alla pari con la capolista indiscussa del campionato. Il calcio spesso è questione di centimetri. I marchigiani capitalizzano al massimo le occasioni tirando, nel primo tempo, tre volte in porta e realizzando due reti con l’ex Gigio Grassi e bomber Perez (10 reti e tanto movimento). I rossoneri invece falliscono con Raicevic due nitide palle gol e quando rialzano la testa nella ripresa è troppo tardi per poter sperare nel recupero. Mister Giuseppe Galderisi che conosce come le sue tasche il Del Duca (in quello stadio ha giocato per la prima volta in maglia azzurra nel 1985 convocato da Bearzot) incassa i complimenti, ma esce con il rammarico che la sua Lucchese, nonostante la miglior partita in trasferta del 2015, torna a casa con zero punti: «Gli applausi di tutto lo stadio da un lato mi fanno enorme piacere, dall’altro accrescono la rabbia per non essere riusciti a portare a casa un risultato positivo che, a ben vedere, avremmo meritato. L’Ascoli, e lo sapevamo, è una formazione ricca di talento, tra quelle che ho visto la più forte. Grassi, Berrettoni, Perez, Tripoli sono calciatori ricchi di talento e personalità. Gente che non perdona che ha l’istinto del killer.

Ma provate ad immaginare cosa sarebbe accaduto se ad inizio partita prima Ciniglia non avesse respinto il tiro di Raicevic e Lanni non avesse deviato il suo splendido colpo di testa sulla traversa. No, ai miei ragazzi non ho nulla da rimproverare.

Anche nella ripresa siamo entrati con il piglio giusto e nonostante aver preso il terzo gol in avvio non ci siamo disuniti. Abbiamo accorciato e se Raicevic avesse sfruttato meglio l’errore di Gualdi sul 3-2 la partita si sarebbe riaperta e i bianconeri avrebbero avuto non pochi problemi a gestire l’incontro».

Ma con i se e i ma non si va da nessuna parte. Resta l’ottima prestazione, ma adesso diventa fondamentale la prossima partita interna - sabato alle 14,30 al Porta Elisa - con il pericolante Forlì: «Questa partita con la capolista ci è servita per capire che giocando con intensità non dobbiamo aver paura di nessuno.

Adesso però dobbiamo pensare esclusivamente al match con i romagnoli. Una partita differente da affrontare con lo stesso spirito battagliero della squadra che non si arrende mai di fronte alle difficoltà». A rincarare la dose è il direttore tecnico Giovanni Galli: «Abbiamo affrontato la più forte del torneo a viso aperto senza chiuderci, senza scappare con un 4-2-4 che la dice lunga sulla personalità della squadra. Qualcuno, giustamente, sottolinea l’errore di Raicevic nella ripresa che poteva riaprire la partita.

Ma all’8’ st c’era un rigore sacrosanto per un fallo da tergo di Pelagatti sul nostro attaccante. Quello era penalty ed espulsione per fallo da ultimo uomo. Lì per davvero la partita poteva riaprirsi». Anche Mario Petrone, trainer della capolista, rende merito agli avversari: «Devo fare i complimenti a Galderisi per il coraggio di schierare due punte dall’inizio e affrontare la partita a viso aperto. La Lucchese ci ha messo in difficoltà e la squadra si è aggrappata ai calciatori di maggior talento per riuscire a venir a capo di una gara complicata. Rispetto all’andata ho visto una formazione di maggiore personalità ed esperienza.

Un undici che può dare fastidio a tutti. Credo che il pubblico si sia divertito e alla fine abbia tributato il giusto applauso a vinti e vincitori. L’Ascoli? Sapete tutti qual è il nostro obiettivo. Mancano dieci partite e abbiamo 4 punti sul Teramo che affrontiamo all’ultima di campionato. Per noi non cambia nulla. Ce la giocheremo sino alla fine consapevoli della nostra forza con l’autostima che cresce partita dopo partita.

La Lucchese? Una squadra importante che sta mettendo le basi per un futuro importante con in campo un mix di calciatori d’esperienza e giovani interessanti in prospettiva futura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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