Livorno, tre mosse per uno scacco matto
Siligardi nel vivo del gioco, Luci più avanzato e stop esperimenti: così Gelain può davvero rilanciare gli amaranto
LIVORNO. “Il campionato di serie B si decide a primavera”, dicono sempre i saggi. Beh, a primavera ormai ci siamo. Non c’è più tempo per disegnare il futuro, il futuro è oggi e va preso.
Ben venga allora la vittoria contro la Ternana, perché abbiamo ritrovato il gusto del gol e perché solo una vittoria poteva farci rialzare la cresta. Una buona partita che «forse ha fatto scoccare la scintilla», come ha confidato a fine partita Emerson. Anche se solo la parola “continuità” può portare in alto il Livorno.
Intanto la partita di sabato ha lanciato qualche indicazioni chiara, che va raccolta.
Il fuoco dentro. L’approccio contro la Ternana è stato molle, troppo simile a quello visto a Crotone e in parte a Trapani. Stavolta il finale è stato diverso per meriti degli amaranto ma anche perché si giocava in casa e di fronte c’era una Ternana imbottita di cerotti.
Ma questi vuoti vanno cancellati. Se il Livorno non va in campo col fuoco dentro, fa poca strada. Restiamo dell’idea che poche squadre abbiano un organico all’altezza di quello del Livorno, ma spesso è l’aggressività e la voglia di correre e mordere che fanno la differenza. Basta vedere il campionato del Carpi.
Luci e Siligardi. Tatticamente è Andrea Luci il giocatore che può regalare il salto di qualità al Livorno in questo finale di stagione. Lo pensavamo a settembre, quando Andrea era ancora rotto, ne siamo ancora più convinti adesso. Gelain dovrà lavorare sulla posizione del capitano, perché se parte più avanzato e magari dal centrosinistra come sabato, può dare un senso e una logica a tutta la manovra d’attacco.
E poi è importante coinvolgere più possibile Luca Siligardi perché, gira e rigira, alla fine è lui quello che ti può risolvere la partita. Certo, “Sili” deve metterci del suo per farsi coinvolgere: quando gioca da professionista rende 70, quando gioca con la “voglia matta” allora rende 100. Senza dimenticare che meglio gioca Siligardi, meglio gioca Vantaggiato. A proposito: tanto di cappello al toro di Brindisi, uno da Livorno, che ci piace da matti. Sempre.
Stop esperimenti. Ci ha subito convinti l’idea di Ezio Gelain di passare alla difesa al 3 dal primo allenamento. Qualche perplessità resta invece su certi esperimenti tattici che alla resa dei conti non hanno pagato. Mai.
Lo dicono i fatti. Contro il Latina si tentò di invertire gli esterni (Lambrughi e Moscati) e andò male, contro l’Avellino si tentò il trequartista (Belingheri) e andò male lo stesso, contro la Ternana si è tentato di nuovo questa inversione dei laterali (Maicon e Jelenic) ed è stato un altro buco nell’acqua.
Per fortuna Gelain non è un testardo, se sbaglia sa fare un passo indietro al contrario di qualche suo collega. E sabato dopo un quarto d’ora ha riportato Maicon e Jelenic sulle loro strade.
La sensazione è che questo Livorno abbia bisogno (per quanto possibile), di mantenere la sua identità. Al momento un centrocampo con Maicon (o Moscati), Appelt Pires, Luci, Djokovic e Lambrughi sembra il più affidabile. Con Biagianti in alternativa a Djokovic, il che eviterebbe di dover lavorare sulla posizione di Luci sul centrosinistra tra due mancini.
Cose semplici e tanta voglia di vincere. Forza Livorno, puoi ancora farcela.
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