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«Poca cattiveria, serve semplicità»
Gelain: vogliamo entrare in porta con la palla. Ora non pensiamo alla classifica
Il peggior Livorno della gestione Gelain. Lento, senza un minimo di cattiveria e quasi mai pericoloso. Ed ecco così la terza sconfitta del girone di ritorno, la più brutta. Perché a Latina arrivò sì un k.o. pesante, ma contro una squadra decisamente superiore a questo Crotone, mentre la sfortuna vista con l’Avellino è ancora negli occhi di tutti. In Calabria, invece, nessun alibi. E il tecnico amaranto querela la fase offensiva: «Avevamo impostato la partita sul pressing alto e sull’essere aggressivi fin dall’inizio. E siamo riusciti a recuperare palla nella loro area più di una volta, senza però tirare. Siamo stati troppo leziosi. Adesso dobbiamo ritrovare la fame e la cattiveria, aspetti che in certe situazioni non ho visto. Loro hanno segnato con un tiro dalla distanza, tra l’altro un altro gol preso su una respinta della difesa, mentre noi volevamo entrare in porta con la palla. Se cerchi sempre il colpo difficile, vai poco lontano».
Pensiamo solo al campo. Inutile anche il forcing finale con 4 punte (Vantaggiato, Siligardi, Jefferson e Rivas) più Jelenic. «Loro si sono difesi bene – spiega Ezio Gelain – e nell'ultima parte del match si sono messi a cinque dietro. Nel finale abbiamo giocato troppo su Rivas e poco su Siligardi, non riuscendo a essere equilibrati nello sviluppo del gioco sulle fasce. Gli episodi? Dobbiamo attirarli dalla nostra parte, ma non c’è stata la cattiveria giusta per farlo. E poi dobbiamo smettere di pensare troppo alla classifica quando siamo in campo».
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