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Livorno

Se Mazzarri era da cacciare, allora Mancini?

Anche il Sassuolo prende a pallonate l’Inter: tre gol e sorpasso. Disastro tattico e crisi di nervi

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REGGIO EMILIA. Una disfatta senza fine. L'Inter viene travolta dal tridente del Sassuolo Zaza-Sansone-Berardi e non tiene minimamente fede ai propositi di riscatto chiesti da Mancini. È la seconda sconfitta di fila per i nerazzurri, superati in classifica dallo stesso Sassuolo, e la media-punti del tecnico nerazzurro diventa di 1 punto a partita, un disastro di gran lunga peggiore del punto e mezzo abbondante ottenuto dall’esonerato e vilipeso Mazzarri.

È un risultato, il 3-1 finale, che non fa una grinza. Meritata la vittoria del Sassuolo, avanti di due gol all'intervallo, in sofferenza solo nel finale quando su un errore di Magnanelli Icardi ha riaperto la gara. Solo una illusione perché nel recupero il Sassuolo ha messo al sicuro il risultato con Berardi su rigore. Si può discutere su vari episodi (il penalty conclusivo è molto dubbio) e in una certa misura si può concordare col tecnico nerazzurro quando afferma che «ci gira tuto storto», ma non sulla sostanza della gara: la squadra di Mancini parte come se volesse spaccare il mondo ma dopo mezz’ora si ritrova 0-2 grazie agli eurogol di Zaza e Sansone, favoriti dalla scarsa reattività di Handanovic. L’Inter è slegata e spenta: la trazione offensiva crea diverse occasioni ma scopre il centrocampo, dove il Sassuolo domina per un’ora, e la difesa; per di più in avanti solo Shaqiri e Icardi a tratti sono davvero pericolosi, gli altri sono fantasmi. Una squadra impotente e in crisi di nervi, il cui futuro rischia di essere uguale al presente: nella parte destra della classifica, lontana anche dall’Europa minore che Mazzarri aveva pur conquistato.

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