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MILAN E INTER GLI ESEMPI DA NON SEGUIRE

A Milano, sia sulla sponda rossonera che su quella nerazzurra, c’è il cartello “Lavori in corso” da anni. E nel calcio, se c’è qualcosa di veramente nocivo, è proprio questa precarietà. Il Milan,...

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A Milano, sia sulla sponda rossonera che su quella nerazzurra, c’è il cartello “Lavori in corso” da anni. E nel calcio, se c’è qualcosa di veramente nocivo, è proprio questa precarietà. Il Milan, dopo l’ultimo scudetto, ha distrutto la squadra: via Ibrahimovic e Thiago Silva, le due colonne, ma anche la perdita di uno come Nesta è stata importante. L’Inter, dopo Mourinho, ha fatto errori incredibili. Le loro situazioni di oggi sono quindi figlie di gestioni approssimative, di inutili rivoluzioni e di continui cambiamenti, sia a livello di allenatori che di giocatori. La brutta sconfitta di ieri del Milan con l'Atalanta è la logica conseguenza di quello che ha fatto Berlusconi nelle ultime settimane: prima si è presentato a Milanello entrando in questioni tecnico-tattiche, poi ha portato Sacchi. Inzaghi, in questo modo, ha perso credibilità davanti ai suoi giocatori, che vedono e giudicano quello che succede all'interno della società. Insomma, è stato un altro calcio nel sedere del presidente al suo allenatore. Male anche l’Inter, nonostante un mercato di gennaio importante, fermata dall’Empoli. Già, la società azzurra deve essere un esempio per squadre come Parma e Cesena, ancora sconfitte, come la Juventus, per solidità societaria e continuità, deve esserlo proprio per le milanesi. Sì, l’Empoli è la Juve delle medio-piccole: in rosa ha una quindicina di giocatori che hanno conquistato la promozione lo scorso anno e ora sta giocando un gran calcio. Il Parma, con i mille cambiamenti estivi, e il Cesena, che ha preso elementi di poco valore, hanno rinnegato l’ultima stagione, straordinaria per entrambe. E quindi anche per loro, come nel caso del Milan e dell’Inter, le rivoluzioni sono state controproducenti. Sto guardando con simpatia la Sampdoria, che ha vinto proprio a Parma e ora è terza col Napoli. Mihajlovic è uno dei migliori allenatori italiani. Ok, è serbo, ma la sua scuola è italiana. A Genova sta facendo un lavoro strepitoso, tanti giocatori normali si stanno esprimendo a livelli incredibili. Ora Sinisa è pronto ad abbracciare Eto'o e Muriel: dal primo tirerà fuori l’orgoglio del campione non ancora finito, con il secondo dovrà lavorare soprattutto dal punto di vista caratteriale. E io sono sicuro che Miha sia l’uomo giusto per entrambi.

(a cura di Gianni Tacchi)

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