Il Tirreno

Livorno

Il commento - Aria nuova e gli dei sorridono

Giorgio Billeri

Sul campo della capolista è sbocciato il Livorno che tutti i tifosi chiedevano e volevano. E non è un caso che il primo gol sia stato segnato proprio dal capitano

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Gelain: veni, vidi, vinsi. E mica una partita qualsiasi: sul campo della capolista, il miracolo emiliano che ha sconvolto le gerarchie del campionato, è sbocciato il Livorno che tutti i tifosi chiedevano e volevano. Messo meglio in campo, con la difesa a tre e un centrocampo finalmente di lotta e di governo (a parte il rosso a Ceccherini, more solito) e non in inferiorità numerica come era spesso accaduto nella gestione Gautieri. E un attacco che quando ha trovato fiato per ripartire ha fatto malissimo a un Carpi forse ancora stordito dall’affare Concas (squalificato per cocaina) e da qualche assenza pesante.

Il tridente light, con Jelenic capace di supportare Vantaggiato e Siligardi in fase di possesso e di rinculare a protezione del centrocampo quando la palla era tra i piedi del nemico, ha funzionato e qualche contropiede poteva essere meglio finalizzato per chiudere la pratica molto prima. Forse non è esatto dire che Gelain ha scoperto l’acqua calda e che Gautieri non l’aveva saputo fare: qualche cambio tattico non giustifica una differenza simile di rendimento tra il crac interno col Pescara e la campagna vincente nelle brume dell’Emilia. Certo che la psicologia applicata al pallone un senso ce l’ha: magari chi prima lottava di meno, toglieva la gamba oggi si è immolato per la causa.

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E non è un caso che il gol d’apertura sia stato segnato dal capitano, da quell’Andrea Luci che i rumors davano come perenne vittima di un mal di pancia nell’era-Gautieri: la sua esultanza così intensa e bella profuma di pagina nuova, di un ambiente che aveva bisogno di aprire la finestra e far entrare dell’aria fresca. Grande impresa, sicuramente, e classifica che torna interessante anche per la frenata in gruppo delle presunte favorite. Un’inerzia che va sfruttata e cavalcata a partire dalla non facile partita con il Brescia. Ah già, e poi c’è la fortuna: quando il Carpi, che non poteva stare a vedere, ha trovato spazio anche i pali si sono sostituiti a Mazzoni. Vuoi vedere che Gelain e Cannarsa hanno anche il fattore C dalla loro parte?

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