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La prima volta Figc «Noi parte civile»
«Siamo pronti a costituirci parte civile». Il tono della voce è pacato, ma secco. Fabio Bresci, presidente del comitato regionale toscano Figc è profondamente amareggiato per l’episodio di Pontedera...
«Siamo pronti a costituirci parte civile». Il tono della voce è pacato, ma secco. Fabio Bresci, presidente del comitato regionale toscano Figc è profondamente amareggiato per l’episodio di Pontedera di sabato pomeriggio con l’aggressione di un genitore che ha saltato la rete di recinzione colpendo con un pugno l’arbitro, Massimiliano Partigiani della sezione cittadina, “colpevole” di aver espulso suo figlio 14enne insieme a un avversario durante la partita di Giovanissimi A tra l’Era Calcio e il Porta a Lucca, ma è deciso ad andare in fondo.
«Dobbiamo dare un segnale forte. Tolleranza zero e ferma posizione contro la violenza, non possiamo permettere che il movimento possa essere messo in discussione da scellerati che commettono gesti di questo tipo».
Sarebbe la prima volta, «sempre che - spiega il massimo dirigente toscano - l’arbitro sporga denuncia», che la Figc compia la scelta “storica” di andare oltre la giustizia sportiva e adire per vie legali.
«Un episodio davvero spiacevole, deplorevole specialmente nel calcio giovanile. Tengo a precisare che la società dell’Era ha subito preso le distanze dall’aggressore e questo è un segnale importante. Il vice presidente Barani ha subito definito l’accaduto ingiustificabile e non accettabile e si è comportata in maniera egregia ed è vittima di un irresponsabile. Il genitore sembra essersi pentito? Lo posso capire da un punto di vista umano, ma mi sembra un pentimento tardivo. Non possiamo più tollerare certi comportamenti».
Il “fattaccio” di Pontedera, arriva dopo le due aggressioni di direttori di gara a novembre in Puglia e dopo le recenti norme emanate ed entrate in vigore a dicembre con pene più severe per i club e i tesserati, soprattutto a livello pecuniario, e la possibilità di adire vie legali anche contro gli spettatori come in questo caso. Toscana dunque in prima linea fermamente intenzionata a dare un esempio per dire basta alla violenza.
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