Italia
Lucchese, che punto Galderisi orgoglioso «Pressing e cuore»
La Reggiana sbatte contro la determinazione rossonera Di Masi chiude la saracinesca e «Nanu» resta imbattuto
INVIATO A REGGIO EMILIA. Un punto pesante conquistato su un campo tradizionalmente ostico per la Lucchese e contro una formazione che sul piano del gioco merita di stare nei quartieri alti della classifica. Rossoneri concentrati e aggressivi nella prima frazione con l’unica pecca di aver subito la rete del pari per un errato posizionamento difensivo cinque minuti dopo essere andati in vantaggio. Nella ripresa invece i ragazzi di Galderisi hanno sofferto e subito nel quarto d’ora iniziale affidandosi alla personalità del portiere Di Masi per poi uscire dal guscio e provare anche a vincere la sfida con la traversa a salvare la Reggiana da un ko che non avrebbe certo meritato. Alla fine applausi per tutti e, in un clima natalizio, abbraccio sincero in sala stampa tra i due tecnici Giuseppe Galderisi e Alberto Colombo con il primo che è riuscito a sfatare la tradizione negativa che lo vedeva sempre sconfitto contro i granata quando indossava la maglia del Padova. «La Reggiana è la miglior squadra affrontata nella mia gestione come qualità di gioco. - dice il tecnico rossonero - Sono orgoglioso per il modo in cui ci siamo espressi tenendoli sempre lontani dalla porta attraverso un pressing alto asfissiante. Certo, abbiamo sofferto i primi 15 minuti d’inizio ripresa. Ma lo sapevamo e siamo stati bravi a reggere il colpo. Nella mia testa resta la convinzione che avremmo potuto pure vincere perché nel finale abbiamo avuto la palla gol con Raicevic che ha colpito la traversa».
Il peso di Mingazzini. Sarà un caso, ma quando Mingazzini, in debito d’ossigeno, è calato ad inizio ripresa per poi essere sostituito, la Lucchese è stata messa sotto dalla Reggiana che per due volte ha sfiorato il gol del vantaggio. Nanu sorride: «Questa squadra non può rinunciare alla qualità di Mingo. Un giocatore importante che sa stare in campo e sa gestire le situazioni complicate. La sua autonomia però è limitata ed è chiaro che quando cala d’intensità subiamo».
Doppio rammarico. Sette punti in cinque partite con la squadra ancora imbattuta sono un buon viatico per l’ex attaccante della Nazionale di Messico 1986 che è riuscito ad entrare nello spogliatoi con tatto e buonsenso apportando le sue idee. Tuttavia nel pari con i granata c’è un pizzico di rammarico per due circostanze che potevano cambiare il volto della sfida: «Dopo essere passati in vantaggio con Lo Sicco forse ci siamo un po’ abbassati ed era logico che la Reggiana spingesse per pervenire al pareggio. Ma dopo il palo di Alessi non siamo stati bravi a leggere una situazione d’attacco lasciando solo il loro centrale (Spanò) che ha segnato il gol della domenica. Ai ragazzi dico che dobbiamo sfruttare meglio le situazioni di vantaggio che possiamo aver durante la partita. Come nel caso della conclusione di Raicevic. Il ragazzo, che si è spaccato in quattro per dare una mano ai compagni e far salire la squadra, ha colpito la traversa a portiere battuto. Non è stato fortunato, ma durante la partita ha avuto altre opportunità su colpo di testa. Gli manca ancora quella giusta cattiveria a livello mentale per andare a bersaglio. Ma sono sereno e soddisfatto. Siamo ancora in zona playout, ma con qualche innesto nel mercato di riparazione e continuando ad allenarci con voglia ed impegno risaliremo la china».
Colombo furioso. Il tecnico granata conferma anche in panchina la sua allergia alla Lucchese (da calciatore un ko e un pari). Ma riconosce i meriti della squadra di Galderisi e ritiene che alla fine la Reggiana ha rischiato pure di perdere: «A quel punto era meglio accontentarsi di un pari che muove la classifica. Tuttavia abbiamo subito la rete di Lo Sicco per colpa nostra. In quel momento giocavamo in dieci perché Ruopolo era fuori per infortunio. Dovevano applicargli una fasciatura alla testa e ci hanno impiegato 5 minuti. Facevano prima ad operarlo in campo».
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