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Cfg Don Bosco, un secondo posto che aiuta a sognare
PalaMacchia imbattuto, adesso va difesa la posizione Quilici: «Ora voglio i punti, a metà marzo faremo i conti»
LIVORNO. Riscossa di Cecina, vittoria di Valsesia, e un secondo posto in classifica rimasto ben saldo con ancora due gare da giocare in casa nel 2014, l’ultima il 27 dicembre contro la capolista Mens Sana Siena al Modigliani Forum in quella che, lo ripetiamo, sarà una data evento per l’intera città di Livorno.
Intanto, però, il calendario mette in programma la sfida con la Ltc Sangiorgese, squadra da prendere con le molle e che non lascerà per strada neppure un centimetro.
Motivo per cui da ieri pomeriggio la Cfg Don Bosco di Daniele Quilici è tornata a sudare sul parquet del Pala Macchia: «Punteggio a parte – confida il capo allenatore dei livornesi – il successo con Cecina è figlio della durezza in difesa spalmata sull’intero arco dei 40 minuti e al miglioramento fatto registrare rispetto alla prima metà gara del derby poi sospeso; al rimbalzo ci siamo andati sempre e con convinzione, e adesso anche Granchi e Orsini riescono ad entrare in campo e rendersi protagonisti».
Stesso discorso vale per il totem Persico, assente nel primo scorcio di stagione a causa di un infortunio alla caviglia: «Edoardo (13 punti, prima dell’espulsione con Cecina, ndr) è un riferimento importante dentro l’area: efficace in attacco, un muro in difesa. E la sua crescita, soprattutto in termini di fiducia, dipende pure dalla contemporanea maturazione di Malfatti. Della serie, il mio compagno è un grande quindi se c’è da difendere duro e spendere un fallo in più lo si spende senza alcun problema. A mio avviso il valore aggiunto di questa squadra è il sapersi trasmettere fiducia e serenità l’un con l’altro, Venucci ha fiducia in Gigena, Gigena in Liberati, Liberati in Lucarelli e così via fino a creare una catena d’acciaio».
È un “magic moment” per il Don Bosco, niente da dire. Con 14 punti in graduatoria e un percorso netto di successi al Pala Macchia: «Ce la godiamo per ora – prosegue Quilici – ma è una classifica un po’ drogata dai turni di riposo. Non ha un’identità precisa, e per esempio noi a marzo Livorno la vedremo solo con il cannocchiale giocando sempre in trasferta. Da qui in avanti, però, dovremo stare attenti anche a casa nostra, chi verrà a Livorno lo farà con il coltello tra i denti consapevole di affrontare un team che ha vinto tante partite. I playoff? Viaggiamo settimana dopo settimana, e a metà marzo vedremo se saremo in corsa».
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