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A Modena per prendere a pugni i tabù
Partita delicata per il Livorno che si trova tra le mani un’occasione d’oro: Gemiti resta in dubbio, novità a centrocampo
LIVORNO. Le maledizioni si possono anche prendere a pugni in faccia. Chi ce lo vieta? Certo, Modena è un campo dove ogni volta vediamo i mostri: 37 partite giocate, 24 sconfitte, 11 pareggi e 2 sole vittorie, l’ultima delle quali risale addirittura alla stagione 1971/72 quando gli amaranto si imposero per 1-0 con un gol di Blasig. Senza dimenticare che qui, a Modena, due anni fa ci beffò anche il Sassuolo costringendoci ai playoff, dove però ci siamo rifatti con gli interessi.
E poi, diciamocelo: che ne sanno dei nostri tabù i vari Vantaggiato, Cutolo, Biagianti, Gautieri? E forse è meglio così. Pensiamo piuttosto di andare a giocarci una grande occasione. Perché vincendo il Livorno si ritroverebbe terzo in classifica a un solo punto dal Frosinone. Mica male... Certo, poi magari si può anche pareggiare e non sarebbe un dramma, l’importante è non tornare a mani vuote.
Per farlo serve una partita tatticamente intelligente. Novellino lo conosciamo, da lui aspettatevi tutto fuorchè una partita spregiudicata, praterie per i nostri attaccanti, armadi aperti dove andare a rubare la loro marmellata. Il Modena giocherà con un 4-4-2 chiuso, terzini piantati, squadra corta e centrocampo robusto. Lo ha sempre fatto, lo farà ora più che mai con un Livorno che di solito ama giocarsela a viso aperto. E allora che fare? Adeguarsi all’avversario e blindarsi un po’, oppure giocarsela comunque con le armi che Gautieri ama di più?
Il campo ci darà una risposta interessante anche in questa ottica. In settimana è stato provato di tutto, dal 4-3-3 classico al 4-4-2, sino al 3-4-3 con Maicon che si alzava e Ceccherini che restava basso in linea con Emerson e Bernardini. Insomma, si è vista elasticità e questo è importante.
Sulla formazione restano un paio di dubbi. Il primo è legato al rientro di Gemiti (se è pronto, Ceccherini torna a destra), il secondo alle condizioni di Mosquera e dalla presenza del colombiano dipende la linea a tre del centrocampo. Out Surraco per un colpo all’anca, a casa sono rimasti anche gli squalificati Lambrughi e Djokovic.
La qualità non ci manca, ne abbiamo più del Modena. E la logica dice che anche fisicamente stiamo meglio, perché la maratona di Cagliari non può non aver lasciato il segno. E allora mettiamoci rabbia, orgoglio, impeto. E andiamo a prendere a pugni i tabù.
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