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Livorno

Pisa, la legge dell’Arena Piegato il Gubbio: 3-1

di Antonio Scuglia
Pisa, la legge dell’Arena Piegato il Gubbio: 3-1

Morrone apre i giochi, poi Arma (doppietta) li chiude

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PISA. Gli dèi del calcio sono capricciosi, ma mica scemi.

Il Pisa ieri contro il Gubbio ha creato una serie assurda di occasioni da rete (il bilancio dei corner, 16-1, indica fedelmente, in proporzione, il tempo di permanenza di giocatori e palla nell’area avversaria) e alla fine sarebbe stata una palese ingiustizia se non ce l’avesse fatta a prendersi i tre punti. Eppure non c’era niente di scontato.

L’allenatore. Spiega Piero Braglia: «Le partite è sempre difficile vincerle. In campo ci sono anche gli altri e leviamoci dalla testa che tutte le gare saranno una passeggiata».

Il risultato di 3-1 è addirittura troppo generoso nei confronti di un Gubbio che ha fatto poco per giocarsela alla pari. Anche se va detto che i rossoblù di Acori avevano un sacco si attenuanti, a partire dal fattore età: a parte il capitano di lungo corso Massimo Loviso, tutti i titolari erano ragazzi nati dal 1990 in poi, addirittura con otto Under 21 (anche se il più giovane in campo era il portiere del Pisa Moschin, classe 1996).

I gol. Il Pisa aveva messo la partita subito in discesa: al 7’, su un cross basso da destradell’imprendibile Pellegrini , Morrone si inseriva all’altezza del primo palo e toccava in rete da pochi passi. Ma alla prima azione degli ospiti arrivava l’1-1, quattro minuti dopo: punizione di Luciani dalla trequarti destra, l’agile Vettraino andava incontro beffando di testa la difesa pisana sull’anticipo. Iniziava da quel momento l’assedio a Fort Apache con mischie furibonde in area degli umbri, gol letteralmente divorati da Giovinco e Frediani, una paratona di Iannarilli sullo stesso Giovinco, un palo pieno di Pellegrini a portiere battuto. Ma alla fine la rabbia agonistica del Pisa, guidato da un Morrone sempre più oversize per la categoria, aveva la meglio: a metà ripresa rigore per un fallo plateale quanto ingenuo di Caldore su Arma, che insaccava il 2-1 (e il Gubbio restava in dieci per il secondo giallo al difensore); e al 90’ lo stesso Arma di prepotenza entrava in porta con la palla dopo l’ennesima mischia nell’area piccola. Ma la firma è sua, di Paci o di Lisuzzo? Non azzardatevi a mettere in dubbio la paternità: «Il gol è mio. Ho colpito di testa, la palla è andata sul palo, un difensore ha cercato di respingere, ma a quel punto era già dentro». La corsa al titolo di capocannoniere del campionato è già iniziata e Arma vuole superare di molto la quota dell’anno scorso (15 gol).

La tattica. La formazione nerazzurra ha riservato qualche sorpresa: Lisuzzo e Napoli in panchina, Dicuonzo e Finocchio addirittura in tribuna, fiducia a Rozzio, Sini e Frediani per un 3-5-2 che cambiava molto di aspetto in fase offensiva, contro il 4-3-3 sempre più cauto degli avversari. L’elemento dirompente è stato l’esterno destro Eros Pellegrini: «l mister mi dà sempre consigli, - spiega l’ex viareggino, - mi dice sempre di stare più alto, anche per effettuare più cross possibili. Il 3-5-2 lo sento un po’ più mio avendolo fatto a Viareggio». E la mossa è stata vincente.

La reazione. Non c’era alcun dubbio che il pubblico avrebbe reagito aumentando i decibel del suo sostegno alla brutta notizia del mancato ripescaggio, magari qualche timore poteva essere rappresentato dalla reazione emotiva della squadra. Timori fugati in campo, perché anche quando arrivavano gli errori sotto porta, non è mai diminuita l’intensità del gioco, né si è allontanata la sensazione che, batti e ribatti, prima o poi il bunker avversario sarebbe stato conquistato. Una sola pecca comportamentale: l’evitabilissimo cartellino giallo preso da Iori per proteste nella ripresa, che porta in diffida il più talentuoso giocatore del Pisa dopo sole tre partite .

Non solo calcio. Passerella d’onore ieri all’Arena per un tifoso nerazzurro che ha sempre sottolineato la passione per la squadra della sua città, ma soprattutto è il fresco vincitore del titolo europeo di Maratona: il Pisa e il Comune hanno festeggiato Daniele Meucci, fresco campione europeo sulla mitica distanza dei 42 km e 195 metri.

Inoltre il Pisa e i suoi tifosi si sono schierati al fianco del “Comitato per la Certosa di Calci” nella campagna per la tutela e la salvezza del complesso monumentale del 1366 da troppo tempo in grave stato di degrado per mancanza di fondi, raccogliendo numerosissime firme sugli spalti sui moduli portati dai volontari del “Comitato per la Certosa ”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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