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Inter: stessa vendemmia, però è un altro vino

Inter: stessa vendemmia, però è un altro vino

Altri 7 gol al Sassuolo: Kovacic ispira, Icardi-Osvaldo dilagano. Mazzarri sta trovando la squadra

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MILANO. Finisce 7-0 come l’anno scorso (anzi lì successe in trasferta) ma l’impressione - da verificare, il Sassuolo di ieri fa poco testo - è che quest’anno il vino del contadino Mazzarri sarà più corposo e frizzante.

Il tecnico livornese aveva chiesto più autorità, più gioco e più gol per riconquistare San Siro e ieri ha avuto tutto insieme: replicato il 7-0 della passata stagione, partita chiusa dopo meno di mezz’ora e c’è stata gloria per Icardi e Osvaldo che mettono insieme una cinquina da tuoni e fulmini. Quanta colpa abbia un Sassuolo anonimo, in cui non ha brillato neanche il neo-azzurro Zaza, è appunto difficile da capire. Ma alcune cose si possono notare: a parte un reparto d’attacco più adeguato e vario, questa Inter è finalmente meglio attrezzata sulle fasce come voleva da mesi l’allenatore, per il momento soprattutto per merito di un Dodò a tratti incontenibile. Anche in mezzo però c’è molta più sostanza: Kovacic ispira e punta dritto sparigliando spesso e procurandosi occasioni anche in proprio; Medel è un mastino dotato di grande senso tattico e di sacrificio, e non a caso gli elogi più convinti del tecnico sono destinati proprio a lui: «E’ il metodista che ci voleva, quello che regge tutta l’architettura». Insomma, sorrisi e auspici positivi si sprecano anche fra i tifosi - rivisto ieri allo stadio anche un Moratti disteso e raggiante - e adesso la controprova dovrà arrivare sulla continuità e soprattutto in trasferta dove i nerazzurri paiono ancora un po’ timidi e involuti. Inutile dire che il prossimo test di Palermo sarà molto importante per capire se questa Inter può davvero aspirare al podio del campionato.

La partita è incommentabile. Il Sassuolo ha reagito e cercato di fare qualcosa solo fino al 2-0 di Kovacic, poi si è squagliato e ha abbassato fin troppo la guardia: Di Francesco dovrà rappezzare d’urgenza una fase difensiva che già l’anno scorso era da mettersi le mani nei capelli. L’Inter l’ha fatta a fette come il burro, c’è stata gloria anche per i “bad boys” Osvaldo e Guarin: solo un opaco Hernanes, per ora, non si mostra all’altezza di questa squadra ambiziosa.

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