Italia
Pisa, meno male che c’è Morrone
I nerazzurri in dieci recuperano contro il Santarcangelo
PISA. Un solo punticino, ma poteva andare anche peggio. Il Pisa non brilla affatto nella strana e calda trasferta mattutina di Rimini contro il Santarcangelo (fischio d’inizio alle 11), ma riesce a recuperare da una situazione difficile, dopo essere rimasto in dieci sin dall’inizio della ripresa e aver preso gol (al 23’ st) su un proprio errore. Bravo Morrone a prendere per mano la squadra - oltretutto, già nel recupero del primo tempo aveva sfiorato il gol - e ad avventarsi su un pallone respinto dalla traversa (tiro in mischia di Napoli, su cross dell’ottimo Pellegrini) per segnare l’1-1.
Braglia non è contento. La reazione rabbiosa della squadra non basta però a Piero Braglia: «Le partite semplici non esistono, - dice l’allenatore, - per di più quando non giochi bene e fai una prestazione non importante. A quel punto fai fatica con tutti. L’orario insolito e il caldo non possono essere alibi, una squadra importante non ne deve avere. Se vogliamo avere delle ambizioni dobbiamo giocare molto meglio, sennò non si vince niente».
Il Pisa ci ha messo un bel po’ a venire a capo del gioco avversario, e il gioco è stato latitante per quasi tutto il primo tempo. solo nel finale della prima frazione i nerazzurri hanno sfiorato il gol, prima con Finocchio (errore clamoroso davanti alla porta su cross di Pellegrini: bastava appoggiare in rete, lui ha cercato di sfondarla e invece ha bucato l’ozono tirando alle stelle da due passi) e poi con Morrone in acrobazia (palla alta di un soffio).
Sembrava che questo fosse il preludio di una ripresa tutta di marca ospite, e invece dopo due minuti e spiccioli ecco il primo patatrac: retropassaggio debole di Costa e l’ex di turno Guidone si invola verso la porta, Pelagotti gli esce sui piedi e l’arbitro vede un fallo molto dubbio. Rigore ed espulsione, Braglia manda dentro il 12 Moschin al posto di Finocchio.
Moschin, Rimini porta bene. Il fotografo Pier Andrea Morolli ricorda sul profilo facebook di Moschin: «Pochi mesi fa: Simone Moschin para il rigore decisivo e il Chievo vince il suo scudetto primavera. Passa l'estate e alla successiva partita ufficiale sullo stesso prato torna con la maglia del Pisa, entra a freddo per sostituire il collega espulso» e... para un altro rigore, respingendo la conclusione di mozione e respinge il rigore di Evangelisti, poi De Respinis calcia fuori sul secondo palo.
«Mi sono detto che toccava a me e dovevo dare tutto quello che potevo, - spiega il giovanissimo portiere arrivato in prestito dal Chievo. - Durante il rigore ho poi aspettato all’ultimo e mi sono buttato dove mi sentivo».
Due centravanti ma segna Morrone. Braglia poco dopo prova a vincere la partita col doppio centravanti, mandando dentro Arma (escluso all’inizio a beneficio di Stanco) al posto di Giovinco, ma l’uomo in meno di fa sentire. E al 23’ una fortunata deviazione di Lisuzzo su tiro di Guidone sorprende Moschin: 1-0. Ma se finisse così non sarebbe giusto. E allora viene fuori la rabbia del Pisa. Passano pochi minuti e Pellegrini, schierato titolare un po’ a sorpresa (Dicuonzo, poi sostituito al 38’, era stato schierato sulla sinistra al posto di Costa), sfonda per l’ennesima volta sulla destra e centra dal fondo. Napoli appostato vicino al primo palo calcia al volo, traversa piena ma Morrone è il più lesto a catapultarsi sul pallone per l’1-1. E poco dopo il Pisa potrebbe anche passare in vantaggio: cross da sinistra di Costa, portiere superato dal pallone e salato dall’incrocio dei pali. Ma ad essere onesti la vittoria - che comunque sarebbe stata gradita - non avrebbe rispecchiato quanto visto in campo.
Ombre e luci. La squadra di Braglia, schierata con il consueto 4-4-2, ha infatti sofferto troppo la velocità degli avversari, in attacco non ha mai saputo tenere palla e in difesa è apparsa sotto tono, soprattutto sulle fasce. Buono il 4-2-3-1 avversario, con Fraschetti che esclude inizialmente il trequartista Ivan Graziani (al suo posto il 1990 Radoi), per guadagnare qualche soldo con i contributi per l’età media e anche qualche decimo di secondo nella velocità delle azioni offensive.
Una gara non esaltante, dunque, per il Pisa, ma vanno sottolineati sia l’esordio del diciottenne Moschin, sia lo spirito combattivo che ha impedito il tracollo nei momenti di difficoltà. Adesso la squadra mette nel mirino il Gubbio che arriverà all'Arena domenica prossima, sempre che nel frattempo una Befana anticipata (l’Alta corte di giustizia del Coni, giovedì 11) non faccia un regalo inatteso al club di piazza della Stazione che chiede il ripescaggio in B.
Antonio Scuglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
