Il Tirreno

Livorno

L’URUGUAIANO

di Fabrizio Pucci

LIVORNO. Orecchini, tatuaggi. Non si può certo dire che il look di Juan Ignacio Surraco sia sobrio. Ma non quella è una questione residuale. Conta che il ragazzo sia tornano con la lancetta delle...

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LIVORNO. Orecchini, tatuaggi. Non si può certo dire che il look di Juan Ignacio Surraco sia sobrio. Ma non quella è una questione residuale. Conta che il ragazzo sia tornano con la lancetta delle motivazioni puntata verso l'alto e lo stesso talento cristallino che ce lo ha fatto apprezzare quattro anni fa. Lui fisicamente è maturato. Rispetto al primo ciak livornese (estate 2010) sembra più strutturato.

Juan, partiamo dalle tue condizioni atletiche. Come stai?

«Adesso bene. Negli ultimi giorni del ritiro di Acqui ho iniziato a stare bene. D'altronde sono partito in ritardo rispetto ai compagni, ma mi sono allenato tanto».

Torni a Livorno dopo quattro anni. Quale Surraco dobbiamo attenderci?

«Lo stesso di sempre, ma con alcune stagioni d'esperienza in più. Quando venni a Livorno la prima volta ero poco più di un ragazzino. Ora sono un uomo».

Anche sul piano del comportamento extra calcio?

«Certo. Adesso sono più grande, più equilibrato. Crescendo si impara».

Eri lo scooter della corsia destra. Ora sei sul versante opposto. Problemi ?

«No. Mi piace molto il calcio di Gautieri che è propositivo, offensivo. E il 4-3-3 è un modulo che gradisco. Sì. Mi trovo decisamente a mio agio e poco importa se per ora sono stato utilizzato sull'altra fascia».

Fai un auto spot. A Livorno per ?

«Il rilancio e la consacrazione. Non ho mai giocato in serie A e spero di andarci con questa maglia. Di Livorno avevo uno splendido ricordo: tifosi caldi, tanti amici».

Già. Lo hai appena detto: tanti anni di B, ma mai il grande salto…

«E' vero. Forse ho avuto un pizzico di sfortuna. Un serio infortunio ai tempi del Livorno che convinse la società a non esercitare il diritto di riscatto e pochi gol segnati anche se proprio qui in mezzo campionato ne realizzati sei».

Ti piace questo Livorno? In quale fascia di classifica lo collochi?

«Medio alta. Nella parte sinistra di sicuro. Con questo organico sarebbe un delitto non arrivare nelle prime nove-dieci. Il gruppo è buono e ci sono nomi di alto spessore per la serie B».

Le avversarie più temibili?

«Il Latina ha fatto una campagna acquisti impressionante. Quello dei nerazzurri è stato davvero un ottimo mercato. Ma ci sarà da fare attenzione anche allo Spezia. E non è proprio possibile trascurare le big annunciate: Bari, Bologna e Catania».

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