Il presidio
«Questa Federcalcio va commissariata»
Il presidente dell’Empoli: serve un terzo super partes
EMPOLI. Un mattone dopo l'altro il fortino di Carlo Tavecchio si sta sgretolando come un castello di sabbia su una spiaggia d’agosto. Giorno dopo giorno le squadre di serie A stanno togliendo il loro appoggio al numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, ancora candidato ma non più predestinato alla presidenza della Figc. Anche le due toscane di A hanno deciso di abbandonarlo, prima la Fiorentina e adesso l'Empoli del presidente Fabrizio Corsi al quale le frasi di Tavecchio su calciatori mangia-banane non sono proprio andate giù.
Servirebbe la sfera di cristallo adesso per sapere cosa succederà anche perché se in maggioranza la serie A dovesse voltargli le spalle, il numero uno dei Dilettanti avrebbe comunque l'appoggio dei suoi, della Lega Pro e della Lega di serie B che gli garantirebbero la maggioranza al voto dell’11 agosto che dovrebbe designare l’erede di Abete. Ma quello che conta è il segnale che i team di serie A stanno mandando un segnale che non poteva non arrivare dall'Empoli di Corsi che spiega i motivi di questo dietrofront e quale potrebbe essere la soluzione giusta per sbloccare lo stallo che sta paralizzando il calcio italiano.
Presidente come mai avete deciso di ritirare il vostro appoggio alla candidatura di Tavecchio?
«Essenzialmente per due motivi. Il primo è che io ritengo che le dichiarazioni rilasciate dal presidente dei Dilettanti siano decisamente lontane dai nostri principi etici e sportivi. Il secondo è motivo è più indiretto: da quando Tavecchio si è espresso in quel modo si è venuto a creare un clima generale di sfiducia nel calcio italiano; senza contare l'immagine negativa che il nostro calcio sta mostrando all'estero».
Secondo lei il fronte pro- Tavecchio si sta definitivamente sgretolando?
«Non parlerei di un fronte comune, ogni singola squadra sceglie in maniera autonoma chi appoggiare, in questo caso si tratta di una mia personale posizione in merito a quelle dichiarazioni, vedremo poi come si muoveranno le altre squadre. Se poi dovesse essere trovata una maggioranza solida vedremo come muoverci da qui all'11 agosto ma in questo momento dubito che ci si possa arrivare. Stiamo andando un po’ in ordine sparso».
Si può dire che ora l'Empoli è più vicino all'altro candidato, Demetrio Albertini?
«No. In questo momento non siamo vicini a nessuno, la mia opinione è che la Federazione abbia bisogno di un personaggio super partes che possa prendersi l'incarico di risanare il nostro calcio. In questi ultimi 10 anni stiamo vivendo una fase di declino che per ora non riusciamo ad arginare».
In sostanza lei propende per un comissariamento?
«Sì, tutto sommato un commissariamento a oggi potrebbe essere la soluzione giusta. C'è bisogno di una figura seria e trasparente che da esterno possa analizzare la situazione e cercare poi di proporre soluzioni ai problemi che stanno affliggendo il nostro calcio».
Cambiamo argomento. In questi giorni si pensa alla “politica” del pallone ma incombe anche il mercato: Bianchetti è davvero vicino all'Empoli?
«Dovremmo incontrarci col Verona per definire la trattativa, a noi il ragazzo interessa molto e sembra che anche lui sia felice di venire ad Empoli».
E Saponara resta ancora il sogno proibito?
«Riccardo è un giocatore importante, avevamo iniziato un discorso col Milan ma poi non se n'è fatto più niente. Che ci piaccia non è un mistero, ma i rossoneri in questo momento non intendono privarsene. Non è detto però che non cambino idea...»
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